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giovedì 14 maggio 2015

determinism

Capital City, Maggio 2517

Sta finendo di riempire il borsone, all'interno del quale è stato inserito solo il minimo indispensabile: a tutto il resto provvederà la Marina e l'Ottava Flotta. Quando il Comando Centrale gli ho proposto di capitanare l'Overlord a capo di uno degli stormi da guerra impiegati a respingere i Marauders lungo il confine, non ha esitato ad accettare.
Mi prometti che tornerai, dad?
Helena ha cercato invano di farlo desistere, di fargli cambiare idea prima di partire. Con Susan ha avuto una conversazione furibonda e pesante tramite cortex, ancora in viaggio di rientro da Roanoke ad Horyzon. Il dovere ancora una volta gli ha impedito di tirarsi indietro, nonostante avesse più di un motivo per farlo. Gli occhi lucidi di sua figlia hanno l'effetto di stringergli lo stomaco in una morsa, quando nella stanza si estende solo il rumore della zip del borsone che si chiude.
Ti prometto che farò di tutto per tornare, honey.
La bacia sulla fronte, la stringe a sè come se volesse memorizzarne il calore. Poi le da le spalle per abbandonare la stanza e subito dopo l'appartamento. Detesta i saluti, soprattutto quelli che portano con loro lacrime amare ed aride.

~

Polaris System, Giugno 2517

Definizione di "propulsori in avaria".
La voce è carica di ansia e tensione, tuonando tramite l'interfono dell'Overlord alla ricerca di una risposta dalla sala macchine.
L'ultima salva laser li ha compromessi irrimediabilmente. Tempo stimato per la completa perdita di potenza: dieci minuti.
L'ultima salva laser, quella esplosa dalla corazzata Marauders e che Lyn West non è riuscita ad eludere: troppo precisa. Una Corazzata di supporto al resto dello sciame nemico che sta mettendo in ginocchio le navi della Marina in quel particolare quadrante.
Prepararsi allo sgancio della testata nucleare. 
Negativo, Ammiraglio: i tubi lanciasiluri sono compromessi.
Ed è la stessa Lyn che annuncia la pessima notizia, dopo aver ricontrollato i danni causati da quell'ultima, bastarda, salva laser. L'analista in plancia di comando sta completando un quadro tattico sfavorevole senza quella testata, contando un numero di perdite alleate quasi dell'ottanta per cento.
Rischiamo di perdere questo quadrante, Ammiraglio.
E se l'espressione sul volto del neolondinese non stesse promettendo nulla di buono, quella eventualità lo costringe a concludere con un respiro profondo e lungo.
A tutto l'equipaggio: ordine di lasciare la nave a bordo degli shuttle e dei gusci entro cinque minuti.
Ammiraglio, la nave non è ancora persa.
Comandante West, ha ordine di impostare una rotta di collisione con la corazzata Marauders.
In Plancia di comando scenda il silenzio, mentre occhi vagamente increduli dei soldati che fino a poche ore prima e per lungi mesi avevano preso ordini da lui, gli si rivoltano contro con disorientamento.
Sala macchine, impostare il collasso del reattore principale in dieci minuti.
Nella sala macchine scende il silenzio, ma il "roger" atono che risale dall'interfono precede le manovre appena ordinate. Risposte affermative arrivano anche dalla plancia stessa e dai corridoi degli shuttle e dei pod. Tutte le navi della flotta con manovre evasive lasciano spazio a quell'ultima azione offensiva della shangdi; un'azione suicida che porterebbe al successo dell'operazione. Lyn è l'ultima a lasciare la postazione, solo dopo aver impostato e la rotta di collisione in una manciata di secondi; ed in una manciata di secondi è addosso al capitano di quel vascello stringendolo in un abbraccio duro e forte, fraterno.
Drake, cosa ne pensi della Marina?
Belle uniformi, belle astronavi ed un palo duro su per il culo.
La risata amara della donna è strozzato dalle lacrime salate che le scivolano sul viso. Allenta la presa e solleva il capo a guardarlo negli occhi.
Dai un bacio ad Helena per me. Ma ora và.
E dopo che Lyn lascia la plancia di comando, resta da solo. Solo in quella scatola di latta che va via via svuotandosi con tutto l'equipaggio. "Collasso del reattore tra 4 minuti", recita intanto la voce metallica del computer di bordo. I Marauders, come avvoltoi attirai da una carcassa invitante, hanno cessato l'attacco ed hanno iniziato manovre di accerchiamento e di abbordaggio.

Quando il conto alla rovescia cessa, un punto nello spazio si illumina di una colossale esplosione, del vascello che fu l'ammiraglia dell'Ottava Flotta, della corazzata Marauders e delle navi accerchiatesi intorno alla prima. Le navi nemiche scampate all'esplosione ripiegano velocemente, disperdendosi.

~

New London, Luglio 2517

Stanno rientrando proprio in queste ore al Porto Federale di Capital City le ultime navi impiegate dall'Ottava Flotta per il recupero dei feriti e dei dispersi dello scontro avvenuto poche settimane fa nel quadrante Polaris. Il portavoce della Flotta ha tristemente annunciato che tra i soldati recuperati non figura Drake Russell; egli ha inoltre annunciato con rammarico la cessazione delle ricerche, poichè "se anche l'Ammiraglio fosse sopravvissuto all'esplosione all'interno di un pod di salvataggio, sarebbe ormai morto per soffocamento". I Funerali di Stato si terranno al cimitero monumentale di Port Virginia, su New London. 

Ai funerali di stato l'aria pesante che si respira è piena di una tristezza solenne, di uomini e donne che piangono nuovamente la perdita di figli, mariti e mogli, fratelli e sorelle, oppure anche solamente amici. Susan nonostante le lacrime versate nelle settimane precedenti, riesce ancora ad averne altre da spendere quel giorno. Helena invece non si stupisce di ritrovarsi gli occhi aridi e di averle finite quelle lacrime; dopo aver compreso che spenderne altre non avrebbero riportato indietro suo padre nè aiutato sua madre a sopportare la perdita. A poche settimane dalla consegna del diploma è li ad ascoltare gli elogi agli uomini morti in quella guerra spietata, con un braccio sulle spalle di sua madre.

Suo padre aveva comprato un appartamento ad Atlantis, con l'augurio di ritirarsi lì dopo il pensionamento; un attico che adesso ospita la piccola cerchia di parenti ed amici del defunto ammiraglio. Si cerca di stemperare quella perdita con racconti ironici e con qualche bicchiere di alcol, ed anche quando qualcuno sorride non è mai gioia. Helena li ha lasciati in salotto, ritirandosi in stanza ad osservare le medaglie al valore del padre e le piastrine militari che le aveva lasciate tempo prima insieme ad una sciarpa di Greenfield; a fianco un borsone pronto ma che deve solamente essere chiuso. I biglietti per Xinhion sono stati acquistati. Le medaglie le mette in borsa, le piastrine le appende al collo e le nasconde sotto il maglioncino. Lascia l'appartamento e New London solo con un bigliettino di saluti. Anche lei come suo padre, detesta i saluti, soprattutto quelli che portano con loro lacrime amare ed aride.

martedì 31 marzo 2015

crooked ties

Takoma Springs, Marzo 2517

Susan gli ha passatto la bozza di un articolo di giornale di una piccola cittadina della Paris County, una delle meno grandi ma anch'essa alle prese con le prossime comunali. 
L'Ammiraglio Drake Russell è il volto nuovo dell'Ottava Flotta. Ci appare come una personalità schietta e diretta, chiara nelle sue intenzioni: nessun compromesso. E non ci stupiremmo, qualora si presentasse alle comunali o alle presidenziali planetarie, nel vederlo all'opposizione; perchè a lui (e qui cito testualmente) "non interessa piacere alla gente, ma interessa che la gente si senta al sicuro e tutelata". Non provo simpatia per il nuovo Ammiraglio, ma se sarà in grado di porre un freno alla criminalità del pianeta - soprattutto quella violenta, terroristica - per lui sono i miei più sinceri auguri.
Drake finisce di leggere ad alta voce quella striscia di articolo, sollevando gli occhi su Susan che abbozza una sorriso sottile.
Non ti stai facendo molti amici nell'opinione pubblica.
Però mi ha fatto i suoi auguri.
Avanti..scrive per una testata moderata: non può accusarti direttamente di essere un despota o un tiranno.
Ha scritto questo?
Susan ridacchia, incassando la testa tra le mani e scuotendo il capo.
Fanculo le interviste. 

Un paio d'ore dopo, si sta risistemando la camicia dell'uniforme, davanti allo specchio, dentro ad un mini appartamento che sua moglie ha affittato per restare sul pianeta, per seguire le nuove elezioni da vicino per il Capital City Journal. Ha chiesto, ed ottenuto con entusiasmo dei suoi superiori, di tornare a lavorare per la cronaca estera. Del resto lei sa il fatto suo: ha sia alle spalle l'addestramento di base che la Marina dà ai civili, sia l'esperienza per passare inosservata come una buller. 
Sei sicura che questo posto non sia troppo pericoloso per la moglie di un Ammiraglio?
Tranquillo, sto usando il mio nome da nubile.
E per quanto lei cerchi di sembrare rassicurante, lui non riesce ad esserlo: il nodo della cravatta gli viene storto.
Più che altro mi stupisco come tu faccia ogni giorno a prendere servizio quando non sai neppure metterti la cravatta.
Lyn oltre ad essere un ottimo pilota, è perfetta anche a salvarmi il culo ogni mattina.
Si becca un bacio veloce, sulla gobbetta del naso storto, pestato più e più volte. 

Ha ancora qualche minuto prima di dover tornare in servizio, alle prime luci dell'alba.

mercoledì 11 marzo 2015

say you goodbye

Capital City, Marzo 2517

Lyn ha pensato bene di invitare Drake e Gray nel suo appartamento; a riempire il tavolo la scorta di scotch del Black Oak Ranch vinto alla corsa invernale e confezioni di carne sintetica di Habid, la migliore in circolazione a Capital City, per quanto riguarda la cucina di tradizione araba di Agatha. Non ha mai stretto legami d'amicizia nella marina e quell'uomo e quella donna rendono l'ambiente caldo ed intimo.
Perlomeno così, Drake, non ti fai togliere la promozione prima ancora di aver messo le spalline nuove sulla divisa.
Gray e Lyn prendono bonariamente in giro il neolondinese, visibilmente ancora appesantito da un carico di responsabilità alle quali le sue spalle non si sono ancora abituate: ha ancora in testa gli occhi del Generale Leslie Liu e la sua voce che gli consegna ufficialmente la responsabilità della flotta. Non è ancora mezza notte che i tre sono già sbronzi.
Io sto ancora aspettando il ciondolo con il cuore a metà, Gray.
Sei proprio un fottuto sentimentale, Russell.
Sembrate due caricature sbronze di una qualche telenovelas rosa per donne di mezza età. Com'è che non vi siete pomiciati?
Lyn con abbandona il suo sarcasmo e vederla sbronza è un evento più unico che raro. Ha un sorriso grande, arrossato come gli occhi ed un'espressione goliardica che scema nell'incredulità dopo qualche secondo e solo quando realizza che i due uomini si appiccicano tra loro con le labbra in un bacio che dura alcuni secondi. Poi la donna cade a terra con la schiena e scoppia a ridere; piange perfino.
Questa.. - continua a ridere - Ce ne avete messo di tempo per dichiararvi.
Ma quando idealizza che poteva fotografarli, è già troppo tardi. Borbotta e ride. Ma la festa finisce poco pià tardi, quando il neolondinese striscia fino al bagno per vomitare l'eccesso di alcool con il quale non s'è regolato, avendo perso del tutto il senso del gusto. Le risate nel salotto continuano per altre due ore, quando i due rimasti interi andranno a prendere il nuovo Ammiraglio per spostarlo dalla tazza del cesso alla poltrona.

Il giorno successivo sono nella 503, l'enorme attico in cima ad uno dei palazzi distante pochi isolati dall'Unification park. Gray e Junior sono stati invitati a casa Russell per un pranzo cucinato completamente da Susan, la quale non ha esitato un istante dal prendersi l'intera giornata libera dal lavoro; così come anche Helena ha boicottato l'ultima ora di lezione di biologia. La ragazza non ci crede ancora che suo padre sarà il nuovo Ammiraglio dell'8th Fleet. Eppure per la maggior parte del pranzo non fa altro che parlare con David: pyramid e New London sono i due argomenti più ricorrenti.Quando il pranzo finisce, il buon umore di Helena scema rapidamente e se saluta Junior con una stretta semplice della mano, a Gray si aggrappa in un abbraccio lungo.
Dai questo a Lee per me.
Gli dice, consegnandogli un grosso libro che non appartiene a quelli che l'ex giornalista gli ha regalato: The Wonderful Wizard of Oz. Ed una dedica scritta a mano sulla prima pagina:
No matter how dreary and gray our homes are, we people of flesh and blood would rather live there than in any other country, be it ever so beautiful. There is no place like home.

E' Drake ad accompagnare Gray e suo figlio allo spazioporto, durante un viaggio in auto che sembra essere una delle normalissime tratte fatte mille e più volte insieme. Qualcosa cambia solo nel momento dell'imbarco. Gli stringe la mano ed ottiene in cambio una stretta sulla spalla.
Il nostro è un arrivederci, Gray. Anche perchè mi hai promesso che mi avresti insegnato a giocare a Scatti a Settima. Right?
Right, mate.
Il goodbye conclusivo ha un sapore agrodolce; sorride il soldato, nel vedere le spalle dell'amico e di suo figlio avviarsi all'imbarco e scomparire da lì a breve.

sabato 31 gennaio 2015

i promise you

Capital City, Febbraio 2516

Susan rientra nel suo appartamento alle 21.30 da praticamente sempre. Non l'ha mai vista oltrepassare quella porta prima delle nove e mezza di sera a meno che non fosse presa qualche permesso. Rientra con la ventiquattr'ore in una mano ed una busta della spesa in un'altra. Sono perlopiù cibi sintetici  in scatola che, con qualche veloce stratagemma, possono anche trasformarsi in manicaretti senza perderci più di una manciata di minuti. Di solito è Helena a far trovare la cena pronta a sua madre, ma la ragazza è ad Agatha con la scuola. Susan è così stanca quella sera, che sta già considerando l'idea di lanciarsi sotto la doccia e poi buttarsi a letto; una stanchezza che si porta dietro da qualche settimana e che le ha fatto perdere qualche chilo. E si allarma quando, entrando, trova prima le luci accese e poi un odore di carne cotta provenire dalla cucina.
Lois sei tu?
Una domanda banale, che le viene fuori quando intuisce che un eventuale male intenzionato non si sarebbe mai preso la briga di cucinare. Si toglie il cappotto e raggiunge la cucina, immobilizzandosi nel vedere suo marito alle prese con la cena. Carne fresca, vino di Greenfield: una cena completa che su quel pianeta gli sarà costato quanto un aperitivo in un Grand Hotel di Corona.
Scusa l'intrusione.
Ribatte lui, cercando lo sguardo della donna che gli viene negato. Un sorriso che non trova.
E' anche casa tua.
Il tavolo è apparecchiato e Susan non deve fare altro che sedersi ed aspettare che l'uomo porti sul tavolo il tutto. Le si siede di fronte, osservandola mangiare qualche secondo prima di farlo anche lui. Nessuno parla finchè il cibo non è finito, la bottiglia non è stata intaccata e gli odori di cotto si sono dispersi nell'aria.
Well, now: se speri che io ti perdoni con del cibo fresco, ti sbaglio.
Ho comprato tutto questo solo perchè potrebbe essere l'ultima volta.
Che significa l'ultima volta? Spiegati..
Vorrei spiegare si, ma una cosa alla volta.
Susan non obbietta, ma si accende una sigaretta che comincia a fumare, mentre gli fa cenno di parlare.
Una donna aveva delle informazioni, su dei terroristi. E l'unica cosa che voleva in cambio da me era...beh, scopare.
Bella consolazione, sapere che mi hai tradito con una donna per il tuo fottuto amore per la patria.
Ikon, Susan. Non si tratta di semplici criminali spaziali. 
Riesumare l'attentato a Capital City è come infilare un dito in una piaga mai chiusa del tutto per la donna. Lei infatti lascia il tavolo, dando le spalle al marito e avvicinandosi alla vetrata. Guarda il riflesso sbiadito che sbatte contro il vetro.
Io voglio giustizia per tutta quella gente morta, per tuo padre. Io ti ho tradito, è vero..
Lascia la sedia anche lui, avvicinandosi alla moglie e afferrandole per le spalle, da dietro. Lei cerca di divincolarsi, ma lui cerca di imporsi. - Listen me! - Le dice con forza, al che lei si arrende alla sua presa.
Ti ho tradito e non posso chiederti scusa. Però ti amo e non voglio perderti di nuovo. E se tu non provi la stessa cosa per me, voglio che mi guardi in faccia e me lo dici qui ed ora: io me ne andrò e non mi vedrai più.
Lui lascia la presa dalle sue spalle e si sposta indietro di un passo, così che lei possa girarsi e guardarlo in faccia e parlare. Ma nel momento in cui muove le labbra, quelle le tremano; gli si avvicina di quel passo per rifilargli un forte schiaffo in faccia,
Ti odio e non posso smettere di amarti.
Poi un'altro schiaffo, più forte, sempre sulla stessa guancia.
Vorrei spararti ma poi dovrei spararmi in petto.
Un terzo schiaffo, che arrossa vistosamente il viso dell'uomo ed il palmo della donna.
Vorrei che tu amassi me più di quanto tu ami il fottutissimo senso del dover..
Lui però la ferma prima che possa schiaffeggiarlo ancora, prima che possa finire quella frase le si avvicina col viso per baciarla sulle labbra. Lei non si tira indietro: solleva le mani per stringergli i capelli con le unghie.
Io non mi farò ammazzare per questo Governo, Susan. Tu ed Helena. non ho altre ragioni di vita. Voi siete il mio cuore ed un uomo non può vivere senza - o a lungo lontano - da esso.
Giuramelo!
Cosa?
Giurami che non mi farai morire dentro, come in queste settimane, mai più. Me lo devi giurare.
Io te lo giuro Susan. E mi dispiace.

Non si schioderebbe da lei per nulla al mondo. Le accarezza i capelli mentre con le labbra le bacia il collo, appena sopra la spalla. La bacia con avidità come se cercasse di memorizzare a vita il sapore che ha la sua pelle.
Poi non ti ho spiegato.
Cosa?
Quell'ultima volta di prima.
E lei sembra già rimettersi in allerta, preoccuparsi.
Riceverò un impianto genetico, nei prossimi giorni, che svilupperà il mio olfatto. L'effetto collaterale è che perderò completamente il senso del gusto.
E questo fino a quando?
Finchè sarò un soldato, Susan. Finchè sarò disposto a rischiare la mia vita per quella degli altri. E ti assicuro, ti giuro, che non sarà per sempre.
Lei sorride. Un sorriso caldo che non vedeva da forse un secolo. - E allora baciami e imprimiti in quella tua testa bacata il mio sapore. - E questa volta è lei ad insistere, coi baci. Con lo stesso entusiasmo di quando erano giovani, dissennati ma non meno innamorati.

venerdì 23 gennaio 2015

i wish nothing

Capital City, Gennaio 2517

L'incrocio genetico non ha avuto effetti collaterali: l'organismo l'ha assimilato alla perfezione. Eppure nonostante riesca già a cogliere dettagli a molti metri di distanza, ha ancora difficoltà a imboccare la strada di casa; nonostante senta i propri muscoli più leggeri, tonici e reattivi, il cuore gli pesa in petto come un macigno ruvido ed ingombrante. La fede, quando viene recuperata dal taschino della giacca, gli brucia tra le dita. E' costretto a rimetterselo in tasca.

E' mezza notte passata. Helena non è a casa: sua zia l'ha portata a sciare in una delle piste invernali costruite sul circolo polare artico di Horyzon. Gli avrà mandato sul cortex almeno due dozzine di foto. C'è anche quella dove un poveraccio si è schiantato contro un palo.

Susan è davanti al suo holodeck, con un paio di grossi occhiali che mette solo quando passa più di dodici ore di fila davanti alle bozze degli articoli da consegnare al suo capo redattore. Quando rimette piede dentro casa, con il suo solito borsone da spalla colmo dei pochi effetti personali che sposta da un pianeta all'altro, trova oltre la porta il sorriso caldo della donna ad accoglierlo; un sorriso che gli fa gelare il sangue. Il borsone viene lasciato vicino alla porta che si chiude alle spalle, avvicinandosi al divanetto occupato da Susan per sedersi di fianco a lei. Annusa l'odore di sua moglie tanto quanto lei annusa la sua inquietudine che non riesce a nasconderle. Le si siede a fianco, leggendo il titolo della bozza. Legge qualche riga, cerca di canalizzare la concentrazione su qualcosa che non siano gli occhi della moglie. Lei sorride.
Da quando, dopo settimane che non ci vediamo, trovi uno stupido articolo più interessante di tua moglie?
Quella domanda è come un pugno sui denti.
Mi dispiace, Susan.
Una frase inutile. Ma è l'unica frase che riesce a sputare fuori dalla bocca. Susan, che non è una donna stupida, ci mette qualche attimo capire che qualcosa non va. Ciò che lei aveva annusato poco prima, assume una sfumatura molto più viva; si sfila gli occhiali da viso: è un viso dai lineamenti non più giovanissimi, con qualche ruga più marcata, circondato da capelli bruni che hanno sostituito ormai da anni la tinta rossa naturale.
Sono andato a letto con un'altra donna.
Il silenzio non riesce a sopportarlo. Parlare è l'unica cosa che riesce a fare: per rispetto nei riguardi della donna che ama, probabilmente per sentire il petto meno pesante. Susan in un primo momento è disorientata, restando a guardare l'uomo con più attenzione, chiudendo il deck e stringendolo tra le mani. Poi il disorientamento si trasforma in un misto di emozioni che Drake non saprebbe neanche chiamare per nome; ha come l'impressione di assistere alla demolizione di un grattacelo in disuso. L'holodeck che gli viene schiantato in faccia non lo vede neanche arrivare, lo sente solamente.
You. You're a ...
Lei non riesce a trovare una parola adatta per descriverlo, lui quando ruota il viso su di lei la vede con gli occhi verdi rovinati dal rossore delle lacrime che le tagliano in due le guance. Il macigno che ha nel petto gli fa mancare il fiato per dei secondi. Lei non dice nulla e non ci sarebbe nulla da dire: incassa la testa tra le braccia, sulle ginocchia soffocando qualche singhiozzo. Lui solleva la mano sinistra, vorrebbe toccarle la testa, la schiena, ma si interrompe. Viene interrotto.
Go out.
E nel tono di Susan è trasparente, la rabbia. Drake non se lo fa ripetere due volte. Si alza dal divanetto e ritorna vicino alla porta, dove aveva lasciato il bagaglio intatto. Non l'ha neanche spostato nella loro stanza. Lo recupera da terra e con l'altra mano prende la maniglia della porta.
I wish..
Nothing.
Una risposta ermetica, definitiva. Le parole gli sono finite. Apre la porta, esce e se la chiude alle spalle. Fa due passi in direzione dell'ascensore, ma si ferma poco dopo. Sente il rumore di qualcosa di fragile che si schianta contro la porta e poi si frantuma. Da dentro.

Passerà la notte nel suo vecchio appartamento: quella notte Lyn è di turno alla Base della Marina.

martedì 13 gennaio 2015

museum

Capital City, Gennaio 2517

Il dottor Jackson le ha dato il permesso di entrare solo nel pomeriggio inoltrato, quando le condizioni di Drake si sono stabilizzate e quando l'hanno trasferito in una delle stanze comuni, seppure nessuno dell'equipe medico si è espresso sulle tempistiche di risveglio del loro paziente. - Potrebbe restare in questo stato anche per settimane - , le hanno detto. Quando ha ottenuto il permesso di entrare nella stanza, esita ad oltrepassare l'uscio, al contrario di Helena che si mette seduta su una sedia vicino al letto, leggendo dal cortex una delle storie più amate da suo padre: "Hooked Heads". Quando Susan ritorna in ospedale con qualcosa da mangiare, sua figlia non ha ancora smesso di leggere: lo farà poche ore dopo, addormentandosi. Cercando di non svegliarla, la adagia sul secondo letto di quella stanza, privo di degenti, coprendola con due spesse coperte. Ed infine è la sua volta di prendere sonno, sulla sedia, con la testa poggiata sulle braccia a loro volta poggiate sul bordo del letto di suo marito.

E' mattina inoltrata. Helena è fuori dalla stanza, in compagnia di Lyn e di sua zia Lois. Lei dorme ancora nella medesima posizione in cui era rimasta la notte passata; viene svegliata da un tocco sottile e lento di una mano familiare tra i capelli bruni e scompigliati. Un tocco che le riscalda il petto prima ancora che sollevi la testa e che incroci gli occhi chiari ed il viso arrossato dalla febbre del suo uomo. - Non volevo svegliarti. - Quella voce soffocata le accende il viso; nel rimettersi in piedi la sedia per poco non ruzzola all'indietro. Non riesce a parlare, non prima che gli sia addosso con il viso e con le labbra non potendo esimersi dal baciarlo come non faceva da troppo tempo; gocce salate scivolano dai suoi occhi sul viso dell'uomo che la trattiene a lui per molti secondi.
Fuck you, Drake Russell.
I love you too, miss Russell.
Prima di poter mettere insieme qualche frase di senso compiuto le occorrono alcuni secondi. Accarezzandogli il viso e la fronte sulla quale la nuova cicatrice è solo il segno meno evidente dello scontro avvenuto giorni prima nel 'rim. Gli prende la mano buona, la stringe, mentre si rimette a sedere.
Morirò prima di te, se continui a tornare a casa in questo stato.
Menti sapendo di mentire: lo sai che le donne vivono più degli uomini.
Perchè perdono tempo a giocare a polo invece di badare alle loro famiglie.
A me il polo non è mai piaciuto.
A te piacciono i criminali, i terroristi e gli indipendentisti invece.
L'accusa non è difficile da cogliere, tanto che l'uomo adagia la testa sul cuscino e si prende qualche secondo per inspirare a fondo e deglutire a fatica.
Tanto valeva che tornavi in servizio nella Marina se devi fare il loro lavoro; perlomeno hai un equipaggiamento decente addosso.
Susan, ne abbiamo già parlato infinite volte: il mio posto è con gli sceriffi e con la gente.
Anche i Soldati badano a noi.
Io non salirò più a bordo di un Avenger allo scopo di bombardare città e pianeti, Susan. Se la Marina, se Aaron Lee e se la Shepard vorranno appoggiare un'altra guerra, io non sarò con loro. Ho giurato di servire il mio Governo e la Legge dell'Alleanza, ma non le mire espansionistiche di Politici ed Industriali.
Sei stato in guerra, Drake. Ti ricordi perchè ci sei andato?
Perchè l'Indipendenza non vincesse e perchè il Core non diventasse il Rim.
E cos'è cambiato adesso?
Prima non vedevo cose che adesso mi sono molto più chiare.
Ma lei non ha modo di replicare oltre su quell'argomento, quando un dad detto a gran voce riempie la stanza insieme alla gioia di una ragazzetta dai capelli rossi che ha ricominciato a piangere. Lacrime di gioia. Helena si fionda al fianco di Drake con prepotenza. Gli ruba il braccio buono e puoi la spalla alla quale si stringe col viso.
Dovresti essere a scuola, sweety.
Oggi c'era la visita guidata al museo della Grande Guerra.
Motivo in più per non saltare la scuola.
Mio padre ha vinto la Grande Guerra e combatte gli indipendentisti tutti i giorni. A che mi serve un museo?
Susan lascia la sedia a sua figlia e le lascia spazio con suo padre. Ma prima di staccarsi da suo marito gli piazza sul viso un'espressione eloquente lontana dall'essere conclusiva. Avranno tempo per parlare ancora, molto più tempo di quanto ne hanno normalmente a causa dei rispettivi lavori. Si attarderà fuori, con sua sorella, con la migliore amica di suo marito. La tristezza e la rabbia si sono sedati dagli occhi aperti di Drake, dopo ore lunghe ed estenuanti. Sa di aver sposato un soldato e sa che deve convivere con l'idea che un giorno potrebbe tornare a Capita City avvolto nella bandiera dell'Alleanza; ma vive con la speranza più forte che quel giorno non giungerà mai.

lunedì 12 gennaio 2015

ordinary day

Capital City, Gennaio 2517

La lezione di Arte l'ha sempre annoiata terribilmente. Il professore spiega alla classe che la conoscenza delle forme d'arte fa parte del patrimonio umano fin dalla Terra-che-Fu e tante chiacchiere che provocano ad Helena un profondo sbadiglio, nascosto a stento dalla manina. Lei ascolta, prende appunti, segue; quando tornerà a casa perderà tempo - a sua detta - ad assimilare i concetti appresi a lezione, ma solo per non rovinare la media. Quando l'uomo panciuto, con un'ampia calvizia di capelli bianchi, sulla sessantina e ormai sulla strada del pensionamento, bussa alla porta prima di entrare per consegnare un foglietto al professore, i ragazzi guardano in silenzio speranzosi di qualche improvviso motivo che li congedi dalla lezione. Il professore però tronca ogni speranza.
Russell, devi uscire.
Uscire?
Si, tua madre ti ha firmato il permesso.
Helena non ha idea del motivo, ma annuisce. Jade, la sua bionda compagna di banco, le sussurra un beata te, prima che l'amica rimetta a posto la cartella e si rivesta del giaccone e dei copriabiti invernali. Raggiungere in pochi minuti l'uscita della Capital City Alliance Public School e mettere infine piede nella utilitaria nera guidata dalla madre.
Che succede Mà.
Susan ha indosso ancora uno dei suoi completi scuri e formali che indossa quando va in ufficio al Journal, sul viso dal trucco leggero le rughe sono tese e lo sguardo è serio. Gli occhi sono leggermente arrossati. Guarda Helena e le accarezza la guancia con il pollice e l'indice della mano destra, prima di rimettere in moto l'auto e guidarla. Quel papà è tornato non ha il suono di una buona notizia ed Helena lo capisce subito. Muove le labbra per chiedere, ma esita, preoccupata.

Il viaggio fino al Blue Sun Hospital è silenzioso. La tensione sale quando l'auto imbocca i cancelli del parcheggio interno e diventa palpabile quando imboccano il reparto di terapia intensiva. Helena segue sua madre un passo indietro, osservano il via vai di dottori ed infermieri; quando sua madre si ferma lo fa anche lei, davanti ad una stanza chiusa - singola - con una finestra che affaccia all'interno. Non guarda dentro, guarda il medico sui trentacinque che si frappone tra loro e la porta della stanza.
Signora, è un parente del paziente?
Sono sua moglie. 
Bene signora. Suo marito ha appena subito un delicato intervento chirurgico al cuore e alla colonna vertebrale, Sono desolato, ma non posso darle il permesso di entrare finchè le condizioni non saranno stabili.
Lei, dottore, invece, deve spostarsi e farmi entrare. 
La giornalista ed il medico discutono, animatamente, per qualche minuto. Helena trova in quella discussione un ottimo diversivo per arrivare alla porta della stanza ed entrare, silenziosamente. Guarda le macchine attaccate a suo padre e legge le basse pulsazioni cardiache sull'encefalogramma. Drake sul letto è incosciente con un boccaglio d'ossigeno sul viso e due trazioni che immobilizzano il braccio sinistro e la gamba destra; nonostante il lenzuolo, le fasciature su tutto il busto sono visibili e arrivano al collo; l'ultima fasciatura cinge la testa e nasconde l'orecchio destro. Se ne frega di ciò che vien detto fuori: lei si accosta al lettino per allungare le manine ed afferrare la mano destra di suo padre, stringerla con tanta forza, facendo attenzione ai tubicini e cercando di trasmettergli calore. Dad. - Le labbra le tremano - Dad. - Le viene difficile parlare. Le lacrime cominciano a rigarle le guance silenziose e copiose, come se gli fossero stati aperti i rubinetti a piena pressione. - Non lasciarmi dad. - Le viene fuori prima che una giovane infermiera, attirata dal baccano lungo la corsia e notando la ragazzina dentro la camera, poggi sulla spalla della ragazzetta una mano. Helena solleva gli occhi umidi e rossi su di lei, tirando sù col naso.
In queste condizioni qualsia persona ci avrebbe lasciato la pelle prima di raggiungere l'ospedale. Tuo padre invece è ancora vivo, vedrai che non morirà.
E lei ascolta quelle parole, ma esita dal volersi staccare da quel posto. Intanto Susan - fuori - non sembra voler sentire storie. Voce non eccessivamente alta, ma che romba in quei metri di corsia.
Senta, dottor Testa di Cazzo Jackson - il cognome l'ha letto sul cartellino - se non si toglie subito dalle palle e non mi lascia vedere mio marito, metto anche lei in terapia intensiva.
Signora, non sia irragionevole..
Irragionevole questo paio di..
Viene interrotta dalla presa di Helena, che dal basso e dal suo metro e trenta scarso, le stringe la vita con le braccia, piangendo e singhiozzando tenendo la fronte premuta sul ventre della madre. Susan abbassa l'ascia di guerra, si piega sulle ginocchia e prende il capo di sua figlia tra le mani. Le bacia la fronte. - Mettiamoci a sedere. - Riesce a calmarla, nonostante tutto; lei stessa si calma seppure occhi rabbiosi vengano indirizzati sul dottor Jackson ogni qualvolta le passi davanti per entrare nella stanza di Drake a controllarne lo stato.

mercoledì 7 gennaio 2015

Boss

New London City, 2484

Un ragazzino immigrato da Victory gli aveva raccontato, a scuola, che dalle sue parti si appendevano calze al caminetto: se durante l'anno si era stati buoni, la notte quella vecchina le avrebbe riempite con dolcetti e qualche dono. E mentre il suo amichetto dall'accento inglese così diverso dal suo gli raccontava quella storia, si domandava se questa vecchina avesse una nave spaziale e prima o poi avrebbe messo una calza anche alla sua stufa elettrica.

Sua madre era andata a prenderlo a scuola: quell'inverno aveva nevicato troppo e lei temeva che suo figlio si rompesse qualche ossa cadendo sul ghiaccio oppure, peggio, avesse optato per andarsene a zonzo tutto il giorno per giocare sulla neve. Ed a giudicare dalla faccia del ragazzino nel vedere sua madre all'uscita dalla scuola, era facile intuire che la seconda opzione sarebbe stata attuata. Durante la tratta a piedi tra la scuola e casa, racconta a sua madre la storia della vecchia di Victory. Pochi giorni dopo, di fianco alla stufa, c'è un piccolo animale: un cucciolo di Londoneer Mastiff. Non aveva mai avuto un animale, tanto meno un cane.

Boss, il mastino, cresceva velocemente: in pochi mesi aveva raggiunto il quintale e l'altezza di un metro. Tra il ragazzino ed il cane si era subito creato un forte legame. L'animale accompagnava il padroncino fin davanti al cancello della scuola e lì se ne restava finchè l'ultima campanella non veniva suonata; l'accompagnava anche quando andava a giocare a pyramid nello spiazzale davanti al magazzino a pochi isolati da casa. Era diventato per il giovane Russell una guardia fedele ed un amico inseparabile e l'attaccamento che si era creato con lui non era stato minimamente condiviso con i due fratelli minori.

Man mano che Boss diventava vecchio e Drake si lasciava dietro l'infanzia per percorrere gli anni dell'adolescenza, il tempo che i due trascorrevano insieme diminuiva sempre più drasticamente a causa anche del trasferimento nel trasferimento alla scuola pubblica di New Manhattan negli anni del liceo e gli allenamenti e le trasferte con la squadra di pyramid. Boss però non si era mai perso il rientro del proprio padrone, piazzandosi davanti alla porta quando sentiva il suo odore e la serratura che scattava alla rotazione delle chiavi: e non spostava i suoi cento chili se prima non riceveva una manciata di carezze soddisfacenti.

Boss vive per 13 anni, nonostante negli ultimi anni aveva perso gran parte della vista e non ci sentiva bene da un'orecchio. Il pelo bianco aveva reso la tonalità sabbia sbiadito e rovinato. Suo fratello George gli aveva raccontato tempo dopo, che Boss era morto dopo che se n'era andato via di casa. Si è lasciato morire, sono state usate dal fratello, per descrivere le cause della morte. Drake si è sempre rifiutato di avere altri cani, o animali, dopo Boss.



~


Capital City, 2517

Helena rientra a casa nel tardo pomeriggio, trattenuta a scuola per le ore supplementari imposte dal collegio didattico a tutti gli alunni per recuperare le ore perse a causa della neve delle settimane passate. Come ogni volta, prima lascia la cartella su una sedia del tavolo in cucina, poi si toglie di dosso cappotto, sciarpa, guanti e cappello, lasciando tutto all'appendi-abiti.
Mà, Dad. C'è nessuno in casa?
Nella 503 c'è il silenzio. Ma alla giovane ragazza non preoccupa, immaginando che entrambi non siano ancora rientrati da lavoro. Pensa di essere da sola dentro casa, finchè non sente qualcosa spingerle il piede, con pochissima forza. Quando abbassa gli occhi, scorge il cucciolo di Sanbernardo che con una zampetta le fa pressione sulla gamba, scodinzolando, reggendo in bocca un pezzo di cartone strappato dalla scatola dove era stato rinchiuso, per raggiungere la ragazza. Lei guarda l'animaletto e questo, avendo attirato la sua attenzione, scodinzola più forte. Tra i due è subito amore.

Quando Drake rientra a casa, appena prima di cena, le trova entrambe - Helena e Susan - sul divanetto a giocare con il nuovo acquisto. Sorride, guardandole.
Quindi, com'è che l'avete chiamato?
Ti piace Boss?
Alla domanda l'uomo resta momentaneamente spiazzato. La perplessità trova risposta nell'occhiata eloquente di Susan. Annuisce.
Potevi sceglierne uno migliore, ma it's ok.
Le guarda per qualche altro secondo, notando che non sembrano intenzionate a smettere di giocare col cane.
Well, ho capito che la cena non è ancora pronta.
Entrambe scuotono la testa insieme. Troppo tardi per iniziare a cucinare, ordinerà cibo cinese per tutti.

giovedì 11 dicembre 2014

save problems

Capital City, Dicembre 2516

E' rientrato nella 503 che è notte fonda, con un borsone pieno in spalla contenenti gli abiti rimmer portati con sè a Roanoke. Cerca di non far rumore, di accendere solo una piccola lampadina dal proprio lato del letto, mentre delicatamente poggia il borsone sul copriletto bordeax. Susan ci mette qualche minuto a svegliarsi, per via del rumore dei passi; aperti gli occhi ancora appannati dal sonno, guarda suo marito che ha fatto ritorno senza preavviso, senza ammaccature. Sorride.
Parti di nuovo?
New London. Il caso Scar.
Mente, ma Susan non si è svegliata del tutto per accorgersene. Ma distende il braccio cercando il contatto del compagno, assente più di quanto sia presente. Lui si avvicina e si lascia cingere il collo con le braccia di lei; la bacia. Lei vorrebbe tenerselo contro ancora ed ancora, ma l'altro è costretto a tirarsi indietro, riluttante.
Salvo complicazioni, sarò di nuovo a casa in una quindicina di giorni.
Salvo complicazioni. Ma chiude il borsone e se lo rimette in spalla, chiudendosi la porta della camera da letto alle spalle. Non esce ancora, devia nella stanza di Helena. Una volta sull'uscio la guarda dormire in silenzio, trattenendo il respiro ad intervalli regolari come se temesse di disturbarla anche col silenzio. Ma non può andare via senza prima darle un bacio sulla fronte. Si chiude alle spalle anche quell'altra porta prendendo la strada dell'uscita. Ma prima di attraversarla, lascia nel cassetto del mobiletto dell'ingresso la fede d'oro.


Ha aspettato l'avvocato Steel davanti alla porta del suo ufficio, con il borsone in spalla e con un sigaro in bocca. Quando l'altro lo vede lì quasi gli viene un'infarto.
Io di nuovo a Roanoke per tirarvi fuori dai pasticci non ci torno, Russell.
Mi serve un lavoro che non ti ruberà più di dieci minuti del tuo tempo.
Da sotto i baffi grigio scuro, Steel sorride, sollevato e rincuorato. Fa strada fin dentro il proprio ufficio, fin quando non è dietro la sua scrivania dove può accendersi una sigaretta che fuma con gusto, probabilmente la prima del giorno. Drake resta in piedi, limitandosi a buttare il borsone a terra e ad estrarre alcuni fogli di carta.
Le mie ultime volontà.
Un testamento?
Con il lavoro che faccio, meglio avvantaggiarsi.
Steel legge velocemente, storcendo la bocca dove trova errori ortografici evidenti. Ma non commenta. Si ferma solo sull'ultima postilla.
Non sapevo avessi schiavi.
Non ne ho: ma sto andando ad acquistarne su Hall Point. Se dovessi morire, gli schiavi di mia proprietà devono essere liberati.
Direi che è fattibile, si. Metto in ordine il documento e ti invio una copia via cortex.
I due si stringono la mano, si salutano frettolosamente come se l'uno non volesse che l'altro riaprisse vecchie storie di collaborazione. La porta dell'ufficio notarile viene chiuso alle proprie spalle.


La voce femminile al megafono esclama a gran voce: volo per Hall Point, ultima chiamata.
Il corridoio d'imbarco è piuttosto deserto. Il prezzo del biglietto di business class glie l'hanno quasi regalato. "Perlomeno - pensa - l'ultimo viaggio me lo faccio comodo". Non è mai stato famoso, Drake Russell, per il suo ottimismo.

giovedì 27 novembre 2014

tremors

Capital City, Novembre 2516

Il portone 503 è stato tirato via dai cardini, lasciato di fianco ad un buco nel muro dal quale passano una manciata di operai con attrezzi da lavoro. Anche le finestre sono state tirate giù, impilate le une sulle altre al centro del soggiorno, riorganizzato per far spazio ai lavori. Drake è nel soggiorno, con la mano appesa alla fasciatura di sostegno ed una maglia a maniche corte che lasciano intravedere la linea delle bende tenute sotto di essa, intorno alla fascia addominale. Controlla con occhio vigile che nulla venga lasciato al caso: il nuovo portone blindato, le finestre oscurate dall'esterno di vetro rinforzato da polimeri antiurto ed antiproiettile, il sistema di videosorveglianza all'avanguardia messo in alcuni punti critici dell'attico in cima al 50esimo piano di quel skyscraper lungo Dorian Street. Susan invece ha finito di fare il caffè, servendolo nella mezza dozzina di tazzine buone di ceramica per gli operai.
Non pensi di esagerare, Drake?
Susan si pone di fronte a suo marito prendendogli la mano sinistra e tastando nei punti lividi di quell'arto, valutandone lo stato di guarigione.
Sono modifiche che avrei dovuto apportare già da diverso tempo.
Abbassando lo sguardo prima sulla mano, stiracchiando un'espressione dolorante quando la donna preme su un punto in particolare, per poi risollevare gli occhi su di lei.
Questo è uno dei quartieri più sicuri..
Non per Hall Point.
La risposta dell'uomo è secca, dura e severa. Le rughe sul suo viso si marcano sensibilmente, prima di inspirare a fondo e massaggiarsi la fronte con forza, neanche stesse cercando di levigare la fronte tesa e nervosa. Susan sorride, apprensiva; sposta le mani sulle spalle dell'uomo e si solleva sulle punte per arrivare con le labbra sulla sua fronte.
Vedrai che andrà tutto bene.
E poi baciarlo sulle labbra, trovando e ottenendo un espressione meno tesa di Drake, quando si stacca da lui.
Vado a riprendere Helena e la porto in ufficio con me.
Drake annuisce, lasciando una carezza sul viso della moglie prima di seguirla qualche istante con lo sguardo mentre si allontana. Poi, ritorna a controllare il lavoro - impeccabile - degli operai e dei tecnici.

sabato 8 novembre 2014

cold smell

Capital City, Novembre 2516

Il borsone da viaggio viene organizzato con perizia, mettendo all'interno abiti spessi e pesanti.
Farà così freddo a New London?
Mi hanno detto che ha cominciato già a nevicare.
Helena aiuta suo padre nel piegare e nel mettere gli abiti in valigia. Abiti che basteranno per un paio di giorni, un fine settimana oltremondo. Sono quasi dieci anni che Drake non rimette piede a New London, che ha tagliato tutti i ponti con i propri genitori, escludendoli completamente dalla propria vita e da quella della sua famiglia. Il proprio orgoglio fatica ancora a capire perchè Drake abbia improvvisamente deciso di ritornare sui propri passi: cerca di farsi sentire, scalciando nella testa del suo ospite; ma la voce della ragazzina riesce ad anestetizzarlo ogni volta che la sente.
Zio George mi ha fatto vedere delle foto dei nonni, a casa sua. Tu non ne hai casa. Perchè?
Io e il nonno - Esita. Ingoia. Prosegue. - abbiamo avuto delle divergenze.
Ti ha cacciato via di casa, mi ha detto lo zio. E' per questo che lo odi?
No, Helen, non è per quel motivo.
Ritorna a guardare nella valigia ma smettendo di metterci dentro i vestiti.
Ma questo non significa che tu non li debba conoscere.
L'aggiunta conclusiva è un sigillo in ceralacca alla propria dichiarazione d'intenti.



New London City, Aprile 2498



La casa dove è cresciuto Drake è modesta, piccola per un nucleo familiare composto da cinque persone. E non la ricordava così silenziosa; ma erano anni che non rimetteva piede lì dentro. Probabilmente non l'avrebbe mai fatto se non fosse stata Susan ad insistere. Michael ha lasciato l'abitazione da quando si è trasferito alla Casa di New London, George invece ha preso posto di fianco a lui, così come ha fatto anche la fidanzata. Sull'altra poltroncina, di fronte, siedono Julie e James Russell. La prima è silenziosa, coperta dall'ombra ostile del marito che in quei minuti è rimasto a guardare suo figlio con uno sguardo severo e duro. Uno sguardo che si riflette, come uno specchio più giovane, dal figlio al padre. Susan ha un sorriso solare sul viso, che accompagna tutto il discorso che nessuno sembra intenzionato ad interrompere.
Ci sposeremo a giugno. Abbiamo deciso di anticipare le nozze per via della bambina.
E non è difficile scorgere il leggero rigonfiamento dello stomaco della donna.
Potreste svolgere la cerimonia al Tempio del Loto Bianco. Anche io e James ci siamo sposati lì.
Sarà unicamente una cerimonia civile, mà.
Perchè - James solleva un sopracciglio, contrariato - qual'è il problema?
Dad - George intercede, scorgendo la tensione che si comincia a sollevare tra suo padre e suo fratello. - per favore.
George. - Ma è Drake a sollevare un braccio, chiedendogli tacitamente di non intromettersi. - James. La decisione è stata presa.
Ma James non prende bene quel tono di chiusura, imperativo. Susan stringe il braccio del futuro marito, sperando che quel contatto stemperi l'animo di Drake e lo rabbonisca ma senza nessun risultato. 
Se speri di avere la mia benedizione invitandoci al tuo matrimonio con una - l'occhiata che Susan è costretta a subire non è piacevole: piena di un giudizio altezzoso e arrogante. - con la prima donna che si è fatta mettere incinta..
In quel momento il corpo del Caporale ha un sussulto istintivo, balzando in piedi dal divano e facendo un solo passo avanti. E' un istante: James si ritrova a terra con la bocca sporca di sangue mentre Drake ha il pugno ancora teso. Susan gli riprende il braccio, cercando di tirarlo indietro. Julie trema, immobilizzata dalla paura, George soccorre suo padre. Guardandosi intorno ha l'impressione di essere rimasto solo. Recupera prima la calma, poi gli inviti sotto la giacca che getta sul tavolino.
La data è scritta sugli inviti.
Dà le spalle a tutti, avviandosi verso l'uscita. Susan, impietrita, non ha la prontezza di dire nulla ma lasciando trapelare una certa desolazione per ciò che è accaduto. 
C'è solo un'esclamazione rabbiosa - Go to hell, Drake! - di James, poco prima che la porta dell'appartamento si chiuda alle loro spalle.


New London City, Novembre 2516



Drake ricorda alla perfezione la periferia nord di New London City, i cinque isolati che circondano il capolinea della ferrovia sopraelevata che attraversa la cittadina a partire dallo spazioporto.

Sei cresciuto qui, dad?
Helena è avvolta in un cappotto abbastanza pesante, guanti sciarpa e cappello di tessuto sintetico: l'umidità planetaria rende le temperature planetaria più basse di qualche grado rispetto agli pianeti centrali. Il cielo è limpido ma ai lati della strada e dei marciapiedi si può scorgere il rimasuglio delle prime deboli nevicate. Gli occhi dell'uomo temporeggiano su una di quelle pozze di ghiaccio, sovrappensiero, valutando i cambiamenti del suo quartiere natale in quegli anni. Non risponde, tant'è che la ragazzina gli agguanta la mano e gli scrolla il braccio. Lui rinsavisce.
Proprio lì.
Indicando un condominio basso, di pochi piani, incastrato a schiera tra altri fabbricati della medesima forma e colorazione. In strada un paio di anziani accompagnano i propri cani a passeggio, mentre un'addetto alla manutenzione prende nota dei diversi lampioni non funzionanti; una giovane coppia si scambiano baci e sorrisi appoggiati ad una skybike mentre si sentono ancora le voci dei ragazzini che approfittano della luce solare rimasta per giocare a pyramid nello spiazzo di un magazzino recintato da ferro arrugginito. L'odore di carne alla brace (simulato alla perfezione da qualche diavoleria chimica) proveniente dal Billy's è esattamente l'odore di casa che ricordava.

Una volta raggiunta la soglia dell'appartamento, batte qualche colpo sulla porta. L'attesa dura un minuto e ad aprire è una donna di mezza età dai capelli chiari. Nonostante la barba sul viso dell'uomo, nonostante gli anni, l'istinto materno è forte. Lei non dice nulla nè lascia che qualcuno parli: di getto, allarga le braccia per stringere suo figlio. Piange.
I'm sorry.
Don't worry. 
Helena segue la scena con un sorriso che gonfia le guance puntellate dalle lentiggini. Lascia il tempo a sua nonna di lasciare la presa ed asciugarsi gli occhi, per rendersi conto anche di lei.
Piacere, io sono Helena. - Allungando una mano verso Julie.
Julie è perplessa, confusa. Guarda Drake e poi di nuovo Helena; inspira a fondo, sorridendo timidamente. Afferra la mano della nipote con entrambe le mani rugose.
Helena, che bel nome. Io sono Julie, ma puoi chiamarmi nonna.
Drake le guarda, abbozzando un sorriso nervoso ma sincero.
Hai tempo per una passeggiata, mà?
Sure. Prendo la giacca.

sabato 18 ottobre 2014

missing

Afghana, Ottobre 2516

Sui notiziari del Core le colonne con i nomi sono interminabili e lunghe.
Drake ha dovuto scorrere quella lista mentre era sulla Last Dance, a poche ore da Hall Point.
...
Leslie, Fiona
Leyton, Nelson
Locke, John
Lucas, Elizabeth
Luther, Marcus
...
Pochi minuti prima di ricevere un messaggio cortex, formale, da parte di Francine Knox, l'avvocato di Susan. L'umore non è stato dei migliori per tutti i giorni a seguire, finchè non ha messo piede su Hall Point e successivamente raggiungere Afghana.

John Locke era originario di Berishan, figlio di genitori di cultura cattolica ma non impose mai alla propria famiglia le stesse tradizioni. Dopo un matrimonio prettamente civile, lasciò crescere le figlie senza nessuna restrizione ideologica. E così furono le sue figlie a prendere la decisione di permettere che il padre non venisse cremato ma sepolto nei pressi della grande cattedrale della capitale di quel pianeta. Del resto, John Locke, possedeva capitale a sufficienza da permettersi un simile trattamento per la propria morte.

Quando Drake raggiunge quella cattedrale maestosa, la funzione religiosa è terminata, ma assiste in disparte alla sepoltura del defunto suocero ed alle ultime parole del pastore. Quando incrocia gli occhi lucidi di sua figlia stretta con una presa alla mano della madre, sente un colpo duro provenirgli all'altezza dello sterno. Così forte da avere il respiro interrotto per qualche secondo. Lascia la funzione pochi secondi prima della fine, con la testa pesante quanto un macigno.

Non va dalla propria famiglia: ha fatto il suo dovere, presenziando al funerale di un uomo che sente come un estraneo. Il resto della giornata la passa dentro un maleodorante pub, giocando a biliardo e fumando il fumo passivo che riempie quel posto come una foschia serale. Si domanda - mentre colpisce le varie holopalle - perchè gli dispiaccia per la morte del suocero dato che i due, dalla fine della guerra, non erano mai andati d'accordo. John definiva Drake un fallito, Drake uno squalo industriale. Ma quando ripensa a sua figlia che piange, ha la risposta bella che pronta.

E poi, per la sera, ha pagato una stanza in un modesto motel: gli interni non sono un gran chè, ma la moquette non puzza di sesso a basso costo e le pareti che separano le varie stanze sono abbastanza spessa da non sentire l'holotv del vicino. La sua, di holotv, continua a trasmette aggiornamenti sul disastro e le parole della Shepard, di Lee, del Grizzly. Koroleva: sente che vorrebbe che tutti, su quel pianeta, fossero morti insieme a tutti quelli che hanno partecipato all'attentato. Il sigaro acceso, gli altri due spenti nel posacenere, la bottiglia di whisky economico vuoto per metà, rendono quella stanza molto simile alla bettola dove ha passato la giornata.

Sono le 4:52, ma il sonno non è sceso. In un talk show due pseudo analisti cercano di predire gli scenari che l'attentato ha aperto, ma finendo per banalizzare discorsi delicati con un mucchio di stronzate. Tante stronzate che però hanno un suono piacevole se non si presta loro troppa attenzione. Quello che gli analisti in tv, nè tantomeno Drake, potevano predire nè prevedere sono i tre colpi sulla porta: qualcuno bussa. Apre con qualche secondo di ritardo e chi trova fuori lo stupisce.
Posso entrare?
Susan non ha una bella cera. Gli occhi verdi sono ancora arrossati ed il viso ancora rotto dal dolore. Lui annuisce, spostandosi dall'entrata e lasciandola entrare. Avviandosi in direzione della finestra per aprirla e far cambiare l'aria. I due si guardano, in piedi ed in silenzio, poco distanti l'uno dall'altra.
Ho paura Drake. Non avevo così paura da quando bombardarono Xanto e Berishan.
Vedrai che le cose miglioreranno. La Marina è già stata mobilitata.
Ma come accidenti fai ad essere così tranquillo? Io..io non capisco se la tua è stupidità o incoscienza.
Ed a quelle parole il londineer indurisce la mascella, abbassando lo sguardo per dei secondi e ingoiando a secco. Non è affatto tranquillo, nè calmo; è solo quello che vuole mostrare, con l'aiuto del whisky che si è scolato.
Sei venuta fin qui solo per rinfacciarmi questo? Potevi aspettare che tornassimo ad Horyzon.
Non è per questo.
E allora cosa?
Gli si avvicina del tutto, portando le mani a prendere la testa dell'uomo e poi baciarlo sulle labbra. La resistenza iniziale, disorientata, di Drake si frantuma senza esitazione.
Ho perso mia madre con la guerra e mio padre a causa della guerra. E non voglio perdere anche te.
Alle parole di Susan lui resta spiazzato, silenzioso. Le cinge i fianchi, la vita, con le braccia e la trattiene a sè.

giovedì 16 ottobre 2014

red flash

Capital City, Ottobre 2516

Accendi il notiziario, Drake.
Susan interrompe un silenzio opprimente. Drake è nel suo appartamento quando fuori dalla finestra il cielo tuona di lampi rossi; da lì a pochi minuti avrebbe dovuto accompagnare Helena a teatro. Drake ha in mano una lattina di un estratto alcolico al sapore di luppolo fermentato, birra sintetica, mentre attende che sua figlia si finisce di preparare. Susan sta lavorando su un articolo, immersa con la testa sui file del deck. Helena è nell'altra stanza. 
L'attacco, iniziato in modo sincrono alle 21.30, ora locale di Capital City, Horyzon, è stato massiccio quanto spietato...
Ed il silenzio questa volta viene interrotto dai cortex che vibrano, suonano, ma che nessuno accende.
Il cantiere spaziale militare George Smith Patton è stato invece completamente distrutto, assieme alle corazzate...
E' in quel momento che Susan ha un fremito, improvviso. Getta via gli occhiali sul deck per digitare freneticamente una frequenza sul proprio cortex. Il terrore sul suo viso è talmente vivo che lo si potrebbe immortalare indiscutibilmente.
Cosa c'è Susan?
Mio padre..era..era al Patton.
Lei balbetta, terrorizzata, tesa. E quando la frequenza cortex non trova contatto con il destinatario, abbandona la presa lasciando il cortex sul tavolo.
Non risponde. Non risponde.
Per Drake la soluzione è una sola. Prende il cappotto dell'ex moglie e glie lo stende.
Vai a chiamare un taxi, ma non ti muovere. Vengo con te.
E cerca il contatto, sulla spalla e sul viso della donna per tentare di infonderle più calma, e più coraggio. Un cenno del capo e lei annuisce. Si avvia, Helena, sul ciglio della porta, ascolta, guarda, in silenzio. Questa volta è a sua figlia che si avvicina e le poggia entrambe le braccia sulle spalle piegandosi sulle ginocchia.
Resta qui finchè non torniamo. Chiamo tua zia Lois. Resta con lei, right?
Yes, dad.
Good, darling.
La bacia sulla fronte, prima di rimettersi in piedi ed avviarsi alla porta e raggiungere Susan ormai fuori dall'appartamento.

mercoledì 24 settembre 2014

flash

Horyzon, Settembre 2516


Il trilocale con soppalco l'ha scelto Lyn: non avrebbe affidato la scelta a persona migliore ed anche se non fosse stato così, lui non avrebbe avuto tempo per andare a cercare casa. Se lo dividono in due l'affitto e con i due stipendi la spesa è bassa. Dall'ingresso si accede al salone e alla cucina che coesistono insieme e da quella stanza tramite una scalinata si accede al soppalco adibita a camera da letto. Nessuna porta a separare i due ambienti, ma una tenda appesa per l'occasione. La privacy - a detta di Lyn - sarebbe servita più a lei che a lui. Dall'ingresso-cucina-living room per mezzo di un piccolo corridoio, due porte danno su bagno e seconda stanza da letto. L'appartamento non è piccolo, 150mq, è luminoso ed è splendidamente collegato con lo stadio dei Buccaneers e con il centro; sita in una zona residenziale tutto sommato tranquilla.

La casa quella notte è vuota, fuori piove e l'acqua si schianta contro le finestre; qualche lampo illumina a giorno l'appartamento. La luce che proviene dall'esterno è sufficiente a rendere obsoleta l'accensione di lampade all'interno. Sono le 4.12 del mattino, Drake ha rimesso piede in casa da poche ore. Una doccia, del cibo cinese in scatola. La casa quella notte è vuota: Lyn è ripartita con il resto dell'equipaggio per Greenfield. Il viaggio da Roanoke è stato uno dei più lunghi degli ultimi mesi, non per la distanza fisica - i parsec sono sempre gli stessi - ma per la distanza che si era creato in testa. La notte fatica a digerirla, il sonno fatica a digerire lui. Gli occhi spalancati sono piantati sul soffitto ed ogni volta che cade un fulmine, ha la sensazione che gli cada di fianco il colpo di un mortaio. Alcune notti i ricordi diventano così pesanti che sembrano vivi, presenti; alcune notti lo stesso essere distesi su un letto morbido viene scambiato per la roccia dura e fangosa delle trincee.

Si irrigidisce qualche secondo, quando sente il contatto caldo di una mano sul petto; ci mette qualche secondo a discernere realtà da sogno, seppure non abbia chiuso gli occhi un solo minuto. La mano è piccola, delicata, morbida e bollente.
Per la miseria, Drake, sei gelato.
Rimettiti a dormire.
Si tocca la fronte, sentendola bagnata di sudore come se fosse stato per ore sotto la pioggia. La mano sinistra la solleva a stento, atrofizzata e indolenzita. Solleva la schiena dal letto a fatica mentre la sinistra viene afferrata dalla destra cercando di stimolare la circolazione del braccio e riacquistare la sensibilità all'arto.
E' successo ancora?
Cosa?
La guerra.
La ragazza si scosta dalla propria parte del letto, raggiungendo l'uomo alle spalle e posandogli le mani sulle spalle, la testa tra le scapole. Le cicatrici all'altezza della spalla nascondono l'articolazione rimessa a posto dalla chirurgia all'avanguardia del Core. Lui non risponde, non si muove, guarda il braccio sinistro ed inevitabilmente, Il tatuaggio del braccio destro.
Susan mi raccontava, quando eravate sposati, che la nott..
Ora che c'entra Susan?!
Il tono dal neutro di prima, sfuma rapidamente in toni più scontrosi ma non ancora astiosi. La donna allontana le braccia dalle spalle, così anchè la faccia dalla schiena che sembra vibrare ancora a causa del rombo generato dalle corde vocali.
Niente, scusami. Non volevo tirarla in ballo. E' solo che..vorrei capirti e non me lo permetti.
Lui non si gira, non ruota gli occhi nè li schioda dal tatuaggio e dal braccio. Ripassa ogni lettera a mente, ogni significato che quelle lettere nascondono sotto di esse. La ragazza inspira a fondo rassegnata e stufa, allungandosi di nuovo sul letto.
No, è diverso. Tu non vuoi essere capito.
Sta per scendere dal letto, quand'è che le prende il braccio bloccandola. Scuote il capo. Lei allunga un sorriso; riprende posto di fianco a lui incrociando le braccia sul suo petto.
Durante la campagna invernale del sette, a Shadetrack lungo le trincee. Foreste prive di foglie, un metro di neve a terra. Gli indipendentisti ci avevano tagliato i rifornimenti per costringerci a ripiegare. Ma i rifornimenti arrivarono per altre linee e noi non ripiegammo. Allora decisero di usare un vecchio trucco korolevita..
Come fai a sapere che fosse korolevita?
Me ne aveva parlato un mio vecchio amico, prima della guerra. Anyway, durante la notte, quei bastardi ogni due ore scaricavano i mortai su di noi. Costantemente, ogni due ore, senza tregua. Ogni notte morivano due o tre dei nostri ma non era quello il loro scopo: loro volevano fiaccarci togliendoci il sonno. Ogni due ore, fuoco nemico in testa.
La ragazza non parla, resta in quella posizione in silenzio guardando sconcertata il viso dell'uomo che ha lì vicino. L'ha sentita tremare sopra di lui, durante il racconto.
Credo che tu debba rimettere le cose a posto con Susan, Drake.
Mi stai scaricando? - Ma per qualche strano motivo, la cosa lo fa sorridere.
Si, Drake. Tu hai bisogno di una donna come lei, vicino. Lei è forte.
Il sorriso di prima, divertito, si affievolisce. L'espressione del viso ha una consapevolezza tutta nuova. Annuisce, lei ha ragione. Lo bacia sulla fronte, si stacca. Resta dalla propria parte del letto.

Riesce a prendere sonno solo con l'alba, crollando fino alle cinque del pomeriggio. Allunga la sinistra tastando un lato del letto che però, come gli era stato anticipato, trova vuoto.