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mercoledì 1 luglio 2015

finally silence

Polaris System, Luglio 2517

Era stato a caccia molti anni prima.
Chernenko è un buco nell'acqua, Capitano.
Aaron gli aveva spiegato che un animale nervoso è più difficile da catturale.
Zatknis', Vasilij! Non ti pago per sentirti parlare.
Altresì, succede il contrario quando l'animale è distratto.
Konets vy platite mne za, sobstvenno, Negr Mudak?
E Volkov è distratto, nervoso. Sta perdendo la presa con i suoi uomini. Sono rientrati in quattro nell'hangar della Tomahawk, uno dei quali con una ferita rilevante ed altri due morti. Un terzo uomo finisce tra i cadaveri, l'ultimo che ha parlato, quando lo stesso Volkov imbraccia quello che sembra un vecchio modello Kalashnikov della terra-che-fu. Il biondo, Vasilij, è più veloce sia ad estrarre che a sparare, ma il colpo della sua pistola manca di netto il Capitano Nero: un colpo a bruciapelo troppo facile per essere sbagliato da un sicario esperto. Volkov, al contrario, non manca la mira, centrandolo in piena fronte.
Grazie per avermi risparmiato del lavoro, Volkov.
Ed è quando l'animale pensa di essere al sicuro, è quello il momento di premere il grilletto. Due spari riempiono l'hangar di quella heavy cruiser: il primo proiettile è per l'uomo del korolevita, dritto in fronte, il secondo è per il blackcoat. E' un colpo pulito, alle spalle: alla spalla sinistra.
Alle spalle, Russell? Shit! Non dovresti dire prima "Arrenditi, è la Marina dell'Alleanz.."
Altri due colpi, questa volta alle ginocchia. Volkov trattiene a stento un ghigno di dolore; eppure sembra provare anche soddisfazione.
Cosa hai intenzione di fare, Ammiraglio Russell? Arrestarmi e spedirmi a Fargate?
I think so.
You love to be an hero. The Alliance's zolotoy hero. Tu non mi sbatterai in prigione, Russell; non ci riuscirono Peers e Aguilar, non ci riuscì Harris, non ci riuscì Chernenko. You won't leave this place. Cinquanta uomini, Russell, e tutti hanno paura di me. You won't leave this place.
Vuoi negoziare, Volkov?
Nessun negoziato. Ma se abbandoni le armi, dirò agli indipendentisti di ucciderti velocemente quando finiranno con te.
I think it's a good way out.
Excatly, you are a dead-man-walking, Russ..
Il suono della voce gli viene mozzata in gola, viene sovrastato dal suono della semiautomatica che spara un altro colpo, in testa all'ex Capitano dei Devils. E lo guarda, il neolondinese, qualche istante ancora prima che il respiro gli venga meno. Prima di spirare e crollare a terra.
Ahm, shut up, piece of shit. I'm tired to talk, of all this talk. Now, finally, silence.
Non prova rabbia, non prova frustrazione. Non pensa di aver perso il controllo. No. Ha sparato consapevolmente. Pensa, invece, guardando il sangue che sgorga da quella carcassa immobile, che avrebbero dovuto sparargli prima di oggi: che forse molte vite sarebbero state risparmiate. Qualcuno, dell'equipaggio di Volkov, è accorso nella stiva della nave sentendo gli spari e le voci: tutti osservano allibiti ed increduli; nessuno si muove e nessuno punta le armi contro l'Ammiraglio.

domenica 31 maggio 2015

time to revenge

Polaris System, Luglio 2517

Sono quasi passati quasi tre mesi da quando ha lasciato Horyzon, un mese dallo scontro con i Marauders ed ormai tre settimane che è prigioniero all'interno dell'Olandese. Volkov passa in infermeria ogni giorno, sempre per una manciata di minuti; in quegli occhi neri come la pece sembra impossibile leggere qualcosa. 

Ha sentito, di sfuggita, da alcuni membri dell'equipaggio che mancano ormai solo un paio di giorni alla nebulosa di Safeport; un'idea che ha sollevato l'umore di tutto l'equipaggio eppure quella notte i propulsori della nave si sono fermati. Fuori dal piccolo oblò dell'infermeria si può scorgere la poppa di una heavy cruiser da trasporto, un Orient probabilmente, affiancata alla nave da guerra.
E' tempo di lasciare la nave, Ammiraglio.
La dottoressa Frey è arrivata rapidamente, con le chiavi delle manette, un paio di pantaloni ed una camicia.
A chi appartiene la nave lì fuori?
E' un mercantile: Volkov sostiene che dentro quella nave ci sia la donna che sta cercando.
Who she're?
Chernenko, la giornalista.
L'espressione stanca del volto, diviene più cupa a quella risposta. Resta in silenzio per quella manciata di minuti nei quali viene liberato e può rivestirsi. Abiti rimmer, circa della sua misura.
Quanto tempo abbiamo?
Le perquisizioni dureranno ancora per un pò. I pistoleri migliori sono fuori ed il pilota è stato anestetizzato.
Qual'è il piano?
Prendere il ricognitore Raptor e lasciare la nave. Non sono un pilota ma un raptor è alla mia portata.
Dimmi dov'è l'armeria, dottoressa: vado a riprendermi quello che mi appartiene.
Non hai capito: non abbiamo tempo. Volkov tornerà da un momento all'altro.
Infatti: tu pensa al raptor, io ho un conto in sospeso con Volkov. Se non ti raggiungo entro un tempo ragionevole, queste sono le coordinate di un posto sicuro.
Le prende il braccio, sollevandolo ed avvicinandosi il suo cortex, sul quale scrive una manciata di lettere e numeri. 
Non mi hai ancora detto perchè stai facendo questo per me, Frey.
Ogni cosa a suo tempo, Ammiraglio.

lunedì 25 maggio 2015

fortune

Polaris System, Luglio 2517

E' ancora vivo, Capitano.
Non sente il battito del proprio cuore, il respiro è lento.
Stato di salute e livello di radiazioni.
Il suono delle voci è lontano ed ovattato, le sagome solo ombre che si smuovono oltre le palpebre.
Debole, molto debole, Capitano: è rimasto senza ossigeno a lungo e potrebbe aver perso alcune delle facoltà cognitive e motorie. Il livello di radiazioni è invece basso e se sottoposto ad cura antirad si riprenderà.
Le palpebre vengono sollevate con sforzo, ma la luce è eccessiva: solo sagome. E quella più vicina gli appare enorme e nera. Non ne riconosce i lineamenti, nonostante la vicinanza.
Prastìtie, tovarish Russell, ma è troppo presto per lasciarci la pelle. Non abbiamo ancora cominciato con te.
Sentire il proprio nome in quella lingua così familiare eppure così ostile, gli fa storcere il naso, digrignare i denti; ma ciò che lo desta maggiormente è sentire con le proprie orecchie il proprio nome.
Occupatevi di lui: lo voglio cosciente entro due giorni e guarito per quando sbarcheremo a Safeport.

Nelle ore precedenti, le voci e le figure gli apparivano come sogni: sfocate e confuse; accenti sconosciuti, altri familiari. Quella imponente sagoma scura era comunque la più ricorrente nelle sue visioni semi-coscienti. Quando riacquista il senno, riesce lentamente a riconoscere una donna bionda e dalla carnagione estremamente chiara, sulla trentina.
Come si sente, Ammiraglio?
Ed un accento rimmer del quale non saprebbe definire la provenienza.
Le mie..medicine..
Boccheggia con difficoltà, sentendo la gola arida come avesse ingerito una uno stufato di braci e cenerei.
Integratori alimentari per il sostentamento degli individui con incroci genetici. 
Sgrana gli occhi a quella rivelazione, indirizzando le sfere azzurre contro quella donna; la guarda sistemargli la flebo con incredula diffidenza.
Non si preoccupi, Russell, quando finiremo la cura anti-rad sarà di nuovo in grado di fare le diavolerie che faceva prima. Ho fatto in modo che continuasse ad assumere le sue medicine.
Why?
Perchè deve essere in forma quando lascerà questa nave.
Why?
Domanda di nuovo, ma questa volta la risposta viene troncata da una voce alta e profonda, che si espande nell'eco dell'infermeria. Si accorge solamente adesso che ci sono letti, ci sono altri feriti, ma che l'unico ad essere ammanettato alla branda è lui.
Drake Russell, bentornato nel mondo dei vivi. Spero che la mia umile astronave sia di suo gradimento: mi scuserà se non avevo previsto che un Ammiraglio sarebbe stato mio ospite.
Ospite..gradito, spero.
Dottoressa Frey, ci lasci da soli.
E la donna che fino a poco prima era la sua unica compagnia, si allontana senza battere ciglio. Finalmente riesce a vederlo quell'uomo, a riconoscerlo e metterlo a fuoco: due spalle larghe che si sollevano da terra per quasi due metri, braccia possenti e forti, la pelle nera come l'ebano e capelli ancora più scuri; sul viso - perfettamente sbarbato - spiccano solo i baffi che incorniciano le rughe di quel volto. E' un uomo sui quarantacinque, ed uno sguardo affilato che in ogni istante penetra nella carne senza arrecare dolore. Un accento di Koroleva che non basta a nascondere il browncoat nero, sul quale spicca la X all'altezza del cuore; non aveva mai visto nessun blackcoat dopo la grande guerra.
Tutte le bluejacks sono ospiti graditi a bordo dell'Olandese; soprattutto perchè i browncoat pagano di più per un Ammiraglio vivo ed in salute.
Tu devi essere Volkov.
Good, possiamo saltare i convenevoli, a questo punto.
Come avete fatto a trovarmi?
Nella ricerca di una vecchia, sgradita, amica, ci siamo imbattuti nel tuo guscio di salvataggio. You are a lucky man, Admiral.
And you're a fuckin' shark.
A very lucky man: perchè se non avessi degli ordini, non saresti così sfacciato nei miei riguardi. Ma non temere, perchè quando i Dust Devils finiranno con te, avrai anche tu un posto sulla cima della torre di Sunset Tower.
Sono le ultime parole del nero, che neanche in quell'ultima affermazione dimostra empatia, rimorso o pietà. Egli invece deglutisce, sentendo che del sudore freddo si è accumulato sulla fronte. Non ha idea di cosa abbia in mente l'infermiera, se realmente esiste un modo di lasciare quella nave piena di indipendentisti e pirati.