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mercoledì 25 marzo 2015

continuation

8th Fleet Base, Marzo 2517

Ha davanti la domanda di arruolamento di un ragazzo, che legge nel foglio elettronico sulla scrivania. Si occupa dei reclutamenti raramente, lasciando il grosso del lavoro a soldati ben più pazienti ed elastici di lui. Ma in quel caso ha dovuto fare un eccezione. Da il permesso alla segretaria di lasciar entrare il ragazzo non appena è fuori l'ufficio, osservandolo entrare e indicandogli la poltroncina che ha davanti, dall'altro lato della scrivania.
Thomas Richard, nato il diciassette gennaio del 'novantasette a Capital City, Horyzon. Nell'undici è andato a vivere con i nonni materni ad Oak Town e lì è ha conseguito il diploma di perito agrario per poi lavorare al ranch di Fulham fino ad oggi. E' corretto?
Il ragazzo, che ha ascoltato tutto quel prologo con scarso interesse, annuisce.
Corretto.
Quindi, perchè vuole arruolarsi?
Perchè spalare letame mi ha stancato e perchè voglio contribuire.
E sarebbe disposto a rischiare la vita per la costituzione dell'Alleanza?
Mia madre è morta per questa costituzione, combattendo perchè credeva di darci in eredità qualcosa di migliore. Lei ci credeva, ci credo anche io: voglio lasciare in eredità qualcosa di migliore.
Quando il colloquio finisce, congeda il neo soldato che in pochi secondi abbandona quell'ufficio. Pensa che sarebbe stato meglio, forse, assegnarlo ad un'altra flotta invece che proprio all'ottava; ma ormai ha chiuso le pratiche e manda via quel pensiero. 


~

Serenity Valley, Maggio 2511

La pioggia dei siluri lanciati dai mortai indipendentisti riempiono l'aria di detonazioni, oltre che terra, sangue e brandelli di carne.
Resta sveglia, stanno arrivando.
Ha le mani intorno al collo del Capitano, cercando di tamponare una ferita profonda. La giugulare è stata recisa dalla scheggia di uno dei siluri esplosi lì vicino.
Non prendermi per il culo, Tenente.
E non parlare, porca puttana.
La casamatta nella quale sono riparati è stata gravemente compromessa: gli uomini lì dentro con loro temono che un massiccio attacco non farebbe altro che seppellirli lì sotto. In totale sono venti soldati, dei quali solo mezza dozzina non ha riportato ferite gravi, armati con fucili e munizioni raccattati dai cadaveri.
Reed, qual'è la situazione?
Una squadra di bombardieri in arrivo.
E per i feriti?
Aaron abbassa leggermente il capo, scuotendo la testa. C'è una desolazione generale, che viene nascosta dal suono del fuoco amico che risponde ai nemici.
Drake, si chiama Thomas.
Wendy sputa fuori parole e sangue, mentre tossisce quelle poche ultime parole.
Ehi ehi, goldie, stringi i denti.
Si chiama Thomas, Tom!
Le sue ultime parole gli lasciano in petto una forte sensazione di amarezza; un gelo tagliente che dura a lungo. Avrebbe voluto reagire emotivamente in molti modi ma quando i bombardieri dell'Alleanza raggiungono la vallata l'unica reazione che hanno è quella di uscire dalla casamatta prima dei bombardamenti. Prima di restare sepolti in quella fortificazione che diventerebbe una sicura tomba.

Thomas Richard, 2517

mercoledì 11 febbraio 2015

like a brother

Accampamento militare Magnus, Marzo 2511

Piove da giorni.
Dal cielo cade acqua quando ci sono le nuvole, fuoco anche quando è sereno.
Hai una sigaretta Tenente?
E a quella domanda, Drake ride. Una risata genuina, sincera, corrotta solo marginalmente dal tremore che gli sale dalle viscere ogni volta che rientra da Serenity Valley un corpo mutilato o straziato. Ride quasi come se non ci fosse la guerra; Wendy sorride ma sul suo viso c'è un interrogativo evidente.
Capitano, sono cinque anni che non ti compri una fottuta sigaretta.
Ed adesso anche lei ride, al ricordo di molti anni prima, quando la guerra era solo agli inizi; il sole estivo di Greenfield, l'odore del grano tardivo arato nei campi lì vicino, le voci delle giovani reclute entusiaste di contribuire attivamente a quel conflitto. Ed ora l'atmosfera grigia del cielo inquinato, l'odore del sangue sparso sul campo a pochi chilometri di distanza, le grida dall'infermeria rimasta priva di morfina. Non si ride più. Ma la sigaretta non le viene negata.
Stringi i denti, Drake, siamo quasi alla fine. L'ultimo miglio.
Metafora azzeccata, goldie, anche per un condannato a morte.
Alla fine dell'ultimo miglio, amico mio, c'è la pace. Perciò, non finire dentro una fossa proprio alla fine.
La donna gli batte una pacca calorosa, cameratesca, fraterna ed allo stesso tempo materna.
Cosa farai quando finirà, Capitano? Non ti ho mai chiesto se avessi una famiglia.
Penso che mi ritirerò, Drake. Ho visto più di quanto avessi voluto vedere. Prenderò la liquidazione della Marina e mi comprerò una fattoria di qualche ettaro; qualche vacca per il latte, galline per le uova, qualche stronzata per passare il tempo. E due cavalli per me e mio figlio.
Porca puttana, Wendy, tu hai un figlio?
E l'ho tirato sù meglio di quanto abbia fatto con te. Suppongo che però cinque anni siano stati troppo pochi.
Ed è a quel punto che lui solleva la mano per metterla in testa al Capitano e scompigliarle i capelli in malo modo.
Sei diventata troppo sentimentale, Capitano Richard, in questi anni. Potrei quasi credere che tu abbia un cuore.
Tenente, un altro verso e ti spedisco a pulire le latrine.
Ma Wendy non mette il broncio, nè si altera. Gli anni fianco a fianco hanno reso quel reparto un pò come una famiglia. Il Tenente è lì per congedarsi, sta già avviandosi verso la tenda..
Drake..
Yes?
You're like a brother.
In quel momento ha una strana sensazione mentre lei lo guarda con occhi caldi e mansueti, rari da cogliere sul viso sempre duro e marziale del proprio Capitano. In un primo momento deglutisce, ma scaccia dalla propria testa quel cattivo presagio. Le risponde con un sorriso, le strizza l'occhio. Da lì a breve, saranno richiamati sul fronte, insieme agli altri soldati della Marina.

venerdì 21 novembre 2014

leeches

Madrida, Giugno 2505

Dal piccolo ranch di Aaron si arriva facilmente al fiume che attraversa i 10 ettari di terra che ha acquistato insieme alla sua giovane sposa 'traker. Marie ha tre anni meno di Aaron, la pelle abbronzata dal sole e le mani ruvide dai lavori manuali nel ranch; il sorriso e gli occhi verdi li ha trasmessi anche ai loro due figli di sei e quattro anni.

Ogni anno, l'estate, i coniugi Reed invitavano Drake e Susan nella loro tenuta, in concomitanza con la festa della trebbiatura del grano. Drake da quando aveva imparato a cavalcare, non si faceva pregare per partecipare al rodeo che si teneva con quell'evento; e Susan ne approfittava per far respirare l'aria di campagna ad una Helena che non ancora aveva compiuto due anni,

Le due donne ridono sotto la veranda, tenendo sotto controllo i figli che - chi più chi meno - si aggirano nei loro pressi. I due uomini sono invece alle stalle, spazzolando i loro giovani ed aitanti cavalli.
Vendete tutto e trasferitevi qui, Drake. L'hai visto anche tu, si sta bene.
Non è possibile, la nostra vita è a Capital City. Non possiamo mollare tutto e venire qui.
Io l'ho fatto.
Ma io non sono come te, amico mio. Nè lo è Susan. Oggettivamente: ragiona.
Aaron è costretto ad annuire, non potendo dare torto al compagno. Ma c'è qualcosa che - da quando sono sbarcati su quel pianeta - vorrebbe chiedere e che gli viene fuori solo adesso.
Indiscrezioni dal Comando Centrale?
Solo indiscrezioni, Aaron.
Ad esempio?
Sta per scoppiare la guerra.
Espelle quella frase come se fosse bile, acida e corrosiva.
Si parla di mesi. Alcuni accordi diplomatici sono andati a puttane e l'Intelligence ha riportato informazioni secondo le quali molti Mondi Indipendenti - in particolare Hera - stiano convogliando armi e astronavi.
Temevo questa notizia. Speravo fossero solo voci.
Vedrai che il conflitto terminerà prima di iniziare. Le forze dell'Alleanza sono superiori e meglio organizzate. Ed abbiamo più uomini.
Non lo so, Drake. Da queste parti stanno già parlando di arruolamenti volontari. Marie ha detto che si arruolerà con questi Indipendentisti.
Non lasciarglielo fare. Prendi tutto e torna ad Horyzon.
Ma Aaron non risponde, scuotendo il capo dubbioso e cercando di cambiare argomento; di ficcarsi in faccia un sorriso e di spazzolare il cavallo. - Oggi è giorno di festa, pensiamo a divertirci. - Si ripete e ripete al suo unico interlocutore.

~
True Marsh, Ottobre 2508

Il Capitano Richard aveva mandato Drake ed Aaron in perlustrazione rapida al fine di tentare un approccio con i locali, permettendo allo stesso tempo a Sebastian di seguire i due uomini in pattuglia.
Fa caldo a quella latitudine, prossima all'equatore; il villaggio è piccolo, rurale, immerso in una immensa foresta tropicale e costruito con canne di bambù, legnami e sterpaglie varie. La popolazione comunque, nonostante i timori e la diffidenza iniziale, si dimostra amichevole: Loro ci spiegano che il loro villaggio è circondato quasi completamente dalla True Marsh, le paludi sacre dalle quali solo un uomo senza peccato può uscirne vivo.
Dieci dollari che voi due non ne uscite vivi.
Ironizza Aaron, cinico riguardo quelle storie alle quali non crede minimamente.
Facciamo 50. - Ribatte Sebastian alla scommessa. - E quando, ne usciamo vivi poi ti immergi anche tu.
Nessun bagno.
Drake non è dell'idea di ironizzare.
Piuttosto, Aaron, rientra al campo e dai il via libera alla Richard; io aspetto che Gray finisca con il suo reportage. Anche se non ho ancora capito cosa c'è da riportare in questo buco.
Documentare, Russell.
Finiscila di correggermi, o la prossima volta col cazzo che ti metto nella mia squadra.
E' il Capitano Richard a comandare, o sbaglio?
And..and you're a bit of shit, Gray Holmes.
A bit of shit bigger then your brain.
Non hanno ancora finito di discutere, che la piattaforma sotto ai loro piedi costruita con le canne di bambù cede, facendo cadere i due corer nella palude. La pozza della verità, la chiamano i locali.
L'avrebbero dovuta chiamare La Fottuta Merda del buco di Culo nel centro del Nulla.
Drake non può fare a meno di inveire. Quello che non sapevano è che le paludi pullulavano di sanguisughe; sanguisughe che i due - nudi - sono costretti a togliersi l'uno dall'altro.
Non lamentarti, Russell, e toglimi quella che mi si è attaccata dietro il culo: io non ci arrivo.
Tu e la tua fottuta riportage.
Reportage, Russell. R-E-portage.
~
Takoma Springs, Novembre 2516

La porta della propria stanza è aperta. L'orario delle visite all'ospedale quasi finito. Non si aspetta che qualcuno bussi alla sua porta.
E' aperto.
Drake sta leggendo un libro di Algebra Lineare: dall'operazione gli è rimasta in testa la trigonometria e sta cercando di capirci qualcosa.
Stai cercando di farti medico, Russell?
La voce che sente ed il viso che spunta sull'uscio della porta li riconosce. Aaron Reed. Si presenta con un completo intero rimmer, fatto su misura, accompagnato da qualche gingillo di valore ed un paio di pistole dal calcio rifinito in oro e qualche accorgimento personalizzato che rivaluta considerevolmente il suo armamentario nuovo di zecca.
Vedo che ti tratti bene, Reed.
I due si guardano senza cordialità.
Saltiamo i convenevoli, man. Sto cercando una persona che tu conosci bene: Sebastian Gray Holmes.
E che cazzo vuoi da me.
Quanta aggressività, Drake. Credevo fossimo amici.
Ho perso molti amici a Serenity Valley, compreso Aaron Reed. L'ho seppellito con sua moglie ed i suoi figli a Madrida.
Il libricino viene chiuso, così come le mani sopra le ginocchia.
Non mi faciliti il lavoro così, Russell.
Lavori per Hall Point ora?
Lavoro per chi mi paga bene. E dovresti farlo anche tu.
Allora spero che ti sia messo da parte dei soldi per il tuo funerale, honey.
Aaron scuote la testa, con in viso un'espressione delusa.
Mi dispiace, my friend.
Ed esce fuori dalla stanza, oltre la porta. Drake resta a vedere in quella direzione con i pugni chiusi a forza ed il libro che diventa il suo punto di sfogo: l'afferra, lo scaglia contro il muro dal quale viene giù un pò di intonaco. Un Fuck you, bitch che gli rimane sullo stomaco.

giovedì 30 ottobre 2014

puppets

Gokinai, Febbraio 2509

Ci siamo portati dietro il ghiaccio sintetico, si?!
L'operazione non è stata un vero e proprio successo.
Dovevate fare solo due cose, Russell: recuperare le informazioni sulla posizione del Dottore senza dare nell'occhio e non uccidere nessuno.
Quindi tre cose, Capitano.
Il Capitano Richard non è contenta del lavoro, dimostrando il suo affetto lanciando la sacca di ghiaccio sintetico direttamente sul muso ammaccato del neolondinese.

Sono sulle tracce del Doctor da più di due anni ormai, seguendo scrupolosamente delle tracce che li hanno condotti lì, tra i deserti freddi di Boros. La compagnia Alfa è in avanscoperta, con il compito di raccogliere quante più informazioni possibili sul terrorista prima di chiamare il resto della Divisione per avviare l'attacco. Quella mattina Drake ed Aaron si sarebbero dovuti trovare a Gokinai, seduti ad uno dei tavoli della stessa locanda dove uno dei luogotenenti del Dottore avrebbe ricevuto una consegna dai suoi collaboratori. Soldi, stando alle informazioni fornite dall'Intelligence, per il finanziamento degli esperimenti. La missione era semplice: starsene buoni, da parte, aspettare la consegna, seguire l'uomo del Dottore e catturarlo in sicurezza, La copertura avrebbe retto, l'abbigliamento studiato alla perfezione, bastava che nessuno dei due corer avesse aperto bocca. La consegna fila dritto ed anche la prima parte del pedinamento; almeno finchè uno dei giovani ladruncoli delle strade di Gokinai si fa particolarmente insistente, chiedendo l'elemosina.
Togliti dal cazzo, ragazzino.
E Drake non riesce a tenere la bocca chiusa.
L'uomo del Dottore, accortosi del pedinamento, comincia a scappare, braccato da Aaron; Drake viene fermato dal grosso amico del ragazzino di prima (molto meno ragazzino, molto più incazzato: la guerra aveva reso i corer ancora più difficili da digerire nel Rim). Morale della storia: Aaron rientra alla base col cadavere del compare del Dottore ed un Drake con il naso rotto e l'occhio pesto.

Ma quello che mi fa davvero incazzare - inveisce Wendy, recuperando un volantino (una taglia) e mettendolo sul tavolo - è che nessuno mi aveva detto che quel figlio di puttana era Eizo Harhiro: il cognato di uno dei boss del cartello di Boros.
Sia Drake che Aaron allungano lo sguardo sul volantino.
Oh, siamo famosi - sogghigna Drake.
Cinquecento pesos? - Borbotta Aaron - E' tanto Capitano?
La mia mamma - Drake contempla estasiato la prima taglia con la sua faccia - sarà tanto orgogliosa di me.
Sarà ancora più orgogliosa se troverai quel quartier generale - ma Wendy interrompe il quartetto - l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno ora, è voi due puppets sotto i riflettori. 
Ah! - Drake allunga uno dei suoi sorri goliardici migliori di sempre - Puppets?!
Esatto, Russell: quello verde. 
Ma è la Richard a rompere la serietà, suscitando le risate generali della piccola unità all'interno di quell'ufficio.

The Puppets: corer holo-comedy

mercoledì 24 settembre 2014

flash

Horyzon, Settembre 2516


Il trilocale con soppalco l'ha scelto Lyn: non avrebbe affidato la scelta a persona migliore ed anche se non fosse stato così, lui non avrebbe avuto tempo per andare a cercare casa. Se lo dividono in due l'affitto e con i due stipendi la spesa è bassa. Dall'ingresso si accede al salone e alla cucina che coesistono insieme e da quella stanza tramite una scalinata si accede al soppalco adibita a camera da letto. Nessuna porta a separare i due ambienti, ma una tenda appesa per l'occasione. La privacy - a detta di Lyn - sarebbe servita più a lei che a lui. Dall'ingresso-cucina-living room per mezzo di un piccolo corridoio, due porte danno su bagno e seconda stanza da letto. L'appartamento non è piccolo, 150mq, è luminoso ed è splendidamente collegato con lo stadio dei Buccaneers e con il centro; sita in una zona residenziale tutto sommato tranquilla.

La casa quella notte è vuota, fuori piove e l'acqua si schianta contro le finestre; qualche lampo illumina a giorno l'appartamento. La luce che proviene dall'esterno è sufficiente a rendere obsoleta l'accensione di lampade all'interno. Sono le 4.12 del mattino, Drake ha rimesso piede in casa da poche ore. Una doccia, del cibo cinese in scatola. La casa quella notte è vuota: Lyn è ripartita con il resto dell'equipaggio per Greenfield. Il viaggio da Roanoke è stato uno dei più lunghi degli ultimi mesi, non per la distanza fisica - i parsec sono sempre gli stessi - ma per la distanza che si era creato in testa. La notte fatica a digerirla, il sonno fatica a digerire lui. Gli occhi spalancati sono piantati sul soffitto ed ogni volta che cade un fulmine, ha la sensazione che gli cada di fianco il colpo di un mortaio. Alcune notti i ricordi diventano così pesanti che sembrano vivi, presenti; alcune notti lo stesso essere distesi su un letto morbido viene scambiato per la roccia dura e fangosa delle trincee.

Si irrigidisce qualche secondo, quando sente il contatto caldo di una mano sul petto; ci mette qualche secondo a discernere realtà da sogno, seppure non abbia chiuso gli occhi un solo minuto. La mano è piccola, delicata, morbida e bollente.
Per la miseria, Drake, sei gelato.
Rimettiti a dormire.
Si tocca la fronte, sentendola bagnata di sudore come se fosse stato per ore sotto la pioggia. La mano sinistra la solleva a stento, atrofizzata e indolenzita. Solleva la schiena dal letto a fatica mentre la sinistra viene afferrata dalla destra cercando di stimolare la circolazione del braccio e riacquistare la sensibilità all'arto.
E' successo ancora?
Cosa?
La guerra.
La ragazza si scosta dalla propria parte del letto, raggiungendo l'uomo alle spalle e posandogli le mani sulle spalle, la testa tra le scapole. Le cicatrici all'altezza della spalla nascondono l'articolazione rimessa a posto dalla chirurgia all'avanguardia del Core. Lui non risponde, non si muove, guarda il braccio sinistro ed inevitabilmente, Il tatuaggio del braccio destro.
Susan mi raccontava, quando eravate sposati, che la nott..
Ora che c'entra Susan?!
Il tono dal neutro di prima, sfuma rapidamente in toni più scontrosi ma non ancora astiosi. La donna allontana le braccia dalle spalle, così anchè la faccia dalla schiena che sembra vibrare ancora a causa del rombo generato dalle corde vocali.
Niente, scusami. Non volevo tirarla in ballo. E' solo che..vorrei capirti e non me lo permetti.
Lui non si gira, non ruota gli occhi nè li schioda dal tatuaggio e dal braccio. Ripassa ogni lettera a mente, ogni significato che quelle lettere nascondono sotto di esse. La ragazza inspira a fondo rassegnata e stufa, allungandosi di nuovo sul letto.
No, è diverso. Tu non vuoi essere capito.
Sta per scendere dal letto, quand'è che le prende il braccio bloccandola. Scuote il capo. Lei allunga un sorriso; riprende posto di fianco a lui incrociando le braccia sul suo petto.
Durante la campagna invernale del sette, a Shadetrack lungo le trincee. Foreste prive di foglie, un metro di neve a terra. Gli indipendentisti ci avevano tagliato i rifornimenti per costringerci a ripiegare. Ma i rifornimenti arrivarono per altre linee e noi non ripiegammo. Allora decisero di usare un vecchio trucco korolevita..
Come fai a sapere che fosse korolevita?
Me ne aveva parlato un mio vecchio amico, prima della guerra. Anyway, durante la notte, quei bastardi ogni due ore scaricavano i mortai su di noi. Costantemente, ogni due ore, senza tregua. Ogni notte morivano due o tre dei nostri ma non era quello il loro scopo: loro volevano fiaccarci togliendoci il sonno. Ogni due ore, fuoco nemico in testa.
La ragazza non parla, resta in quella posizione in silenzio guardando sconcertata il viso dell'uomo che ha lì vicino. L'ha sentita tremare sopra di lui, durante il racconto.
Credo che tu debba rimettere le cose a posto con Susan, Drake.
Mi stai scaricando? - Ma per qualche strano motivo, la cosa lo fa sorridere.
Si, Drake. Tu hai bisogno di una donna come lei, vicino. Lei è forte.
Il sorriso di prima, divertito, si affievolisce. L'espressione del viso ha una consapevolezza tutta nuova. Annuisce, lei ha ragione. Lo bacia sulla fronte, si stacca. Resta dalla propria parte del letto.

Riesce a prendere sonno solo con l'alba, crollando fino alle cinque del pomeriggio. Allunga la sinistra tastando un lato del letto che però, come gli era stato anticipato, trova vuoto.

mercoledì 17 settembre 2014

writing the story

Montreal, Giugno 2510

Come gli avevano predetto, la presa della capitale di Spartaca gli viene raccontata, dai suoi commilitoni che lo vanno a trovare durante la riabilitazione o da quelli feriti come lui. Sono passati che una manciata di giorni dalla firma della resa ed i soldati si affannano tra le strade di Montreal senza tregua. Nella sua tenda, medica, c'è calma: esercizi su esercizi per poter essere dimesso il prima possibile.
Come va la spalla, ragazzo?
Non sa da quanto tempo quell'uomo lo sta guardando dall'ingresso della tenda. Un uomo sulla cinquantina, fisico statuario e solenne, una barba che nonostante l'età è ancora completamente castana, folta e lunga. Il Tenente si rimette in piedi e lo squadra dalla testa ai piedi, sotto alla divisa estiva tipica della Fanteria Unionista di stanza a Shadetrack. Non gli ci vuole molto per riconoscere l'uomo sotto i gradi di Capitano. Sorride.
Va bene, Capitano. Contando che in quattro anni non mi avevano mai colpito.
Mia figlia sarà felice di saperlo allora.
Un cenno del capo, poi un cenno della mano, di uscire fuori dalla tenda. E solo quando Drake è fuori, l'alto ufficiale gli porge un sigaro identico a quello che si mette lui tra i denti. Accende entrambi i sigari e poi riprende a parlare.
Sai Drake, quando mia moglie mi diede Susan mi sentii felice come non mai. 
E' una sensazione che conosco bene John.
Essì. la piccola Helena mi ha fatto sentire padre per la terza volta più che nonno. Ma non è questo quello che volevo dire. Sperai che mia moglie mi regalasse un maschietto, ma nacque Lois; fui comunque molto felice, intendiamoci, ma non riuscii mai a crescere un figlio. Insegnargli a pescare, andare allo stadio di pyramid, a guidare la moto. Tutte stronzate, vero, ma...
Ma?
Ma niente. Sono felice che mia figlia abbia sposato un buon uomo ed un ottimo soldato. 
Drake annuisce, leggermente, grato per la considerazione che aveva per lui. Ma non sembrava essere tutto. Un Capitano non si sposta tra due pianeti per parlare di frivolezze affettive, per giunta in piena guerra.
Russell - i toni diventano spiccatamente più seri e autorevoli - parte delle forze spaziali Alleate stanno convogliando a Sturges, per respingere la flotta Indipendentista. Mi hanno affidato una Heavy Cruiser da guerra da comandare e cinquanta Assaltatori sotto il mio comando per gli abbordaggi. Ti voglio Comandante a bordo della mia nave, a capo dei miei uomini.
Drake deve fare un rapido calcolo mentale. Comandante, stando ai gradi delle truppe d'aviazione, equivarrebbe ad una promozione di ben tre gradi; tutto in un sol colpo.
Ma non credo che sia possibile, Capitano.
Possibile, ti dico. Ne ho già parlato con l'Ammiraglio ed anche lui crede che, se condurrai i miei uomini come hai guidato gli uomini qui su Spartaca, il salto di grado sarà stato meritato. E poi si sa che nelle Forze Speciali si fa carriera molto più lentamente.
E' titubante, insicuro. Si guarda intorno, osservando le truppe di terra e poi si guarda alle proprie spalle, osservando i suoi compagni di battaglia feriti e degenti. Le piastrine militari che porta al collo. Solleva di nuovo lo sguardo: sorride.
Sono costretto a rifiutare.
Russell, porca miseria. - In un primo momento John si irrigidisce, arricciando lo sguardo e bucando il sottoposto con uno sguardo di piombo. Prima di inspirare a fondo e calmarsi. - Credo che tu non abbia capito. Qui si tratta di cambiare le sorti della Guerra. Io e te insieme, cambieremo questa guerra che, quando vinceremo, ci ricorderà come degli eroi. Io diventerò Ammiraglio, tu Capitano ed un giorno anche Ammiraglio, magari.
E Drake lo guarda, dalla stessa altezza, inspirando a fondo e scuotendo il capo, deluso, nel vedere negli occhi e sentire nella voce di quell'uomo che stimava, tutta quella ambizione sfrenata.
Chiedo il permesso di congedarmi, Signore.
E John Locke afferra il sigaro, rompendolo di rabbia, gettandolo a terra.
Te ne pentirai, ragazzo. Te ne pentirai quando sarà tardi.

Quando rientra in tenda, si allunga sulla propria branda.
Tu hai davvero rifiutato l'offerta del Capitano Locke?
Si, Caporale. Non mi interessa scrivere la storia; voglio finire questa fottuta guerra e tornare da mia figlia e da mia moglie.
Se tua moglie è la figlia di Locke, ti sei scavato una fossa con le tue mani, amico mio.
Il giovane sottufficiale ride; l'ufficiale ride, ma non prima di avergli rifilato un pugno all'altezza del fianco: bonario e cameratesco.

John Locke, 2510

domenica 14 settembre 2014

a lot of snow

North Makan, Marzo 2510

Le linee della Marina sono rimaste indietro, bloccate dall'artiglieria e dalle mine, oltre che dai spartani a difesa della Capitale: sganciare uomini dietro le linee nemiche per circondarle e per distruggere le strutture militari indipendentiste avrebbe permesso di velocizzare il tutto, seppure con un costo elevato. Intorno a Montreal un'intera divisione era stata mobilitata: la presa della capitale non poteva essere rimandata ulteriormente.

Nevica. A quei 300 metri d'altezza c'è come una coltre di nebbia davanti ai musi dei 25 elicotteri militari da trasporto. Le condizioni meteo non sono delle migliori, ma la situazione non può che peggiorare da un momento all'altro. 500 uomini vengono trasportati negli hangar di quei grossi uccelli di metallo, che guadagnano metri faticosamente guidati dai radar, aspettano solamente che la spia rossa diventi verde, di fianco al portellone spalancato.
Mi spieghi perchè cazzo noi ci stiamo cagando sotto dal freddo, a novanta piedi d'altezza, mentre il Capitano se ne sta al caldo a Blackrock? - Drake, al contrario del solito, sembra particolarmente scosso.
Cosa vuoi che ne sappia, evidentemente si sta portando avanti l'abbronzatura per l'estate. - Aaron al contrario, manifesta una totale calma e tranquillità, sghignazzando allegramente.
Il Maggiore McKenna è subentrato al posto del Capitano, per questa operazione. - E poi c'è Frank, che come al solito (dall'alto dei suoi 195cmx98kg) si impone prepotentemente e con l'umorismo di un orso.
Ci sono loro tre in testa al quell'unità di uomini, cosa che ormai fanno da anni.
Ma se non si apre il paracadute, dite che la neve riuscirà ad attutire la caduta?
Se cadi di culo si, Russell. Ma in quel caso, ci penserebbero le tue grosse chiappe a salvarti la vita.
Sul serio, King?
Nah, sarai morto prima di toccare il suolo. E' scientificamente provato che la gente muore prima di morire, se sà che deve morire.
Certo! Perchè lui è il Tenente So-Tutto-Io-Gao Shi! - Ed ottenendo la risata generale degli uomini.

Roy King ha trent'anni, originario di Xinhion. Conseguì una laurea in Chimica all'università di Gao Shi con l'intento di lavorare in una delle multiplanetarie mediche del Core. Quando scoppiò la guerra però, decise di arruolarsi ed entrare nel Genio per sfruttare le proprie conoscenze con gli esplosivi: nel 2509 venne trasferitò nei Gray Berets e da quel giorno divenne l'artificiere di quella compagnia.


Un minuto a North Makan.
Un accampamento a nord dei deserti del Taka Makan, tra la boscaglia, e a sud di Montreal. Un nome generico, dato ad un agglomerato di costruzioni militari poste a difesa del quartier generale nemico. Gli uomini sono pronti, ma a dare segnale di start è il fuoco dell'artiglieria nemica e la pioggia di proiettili che riempie il cielo. Il peggio che si aspettavano tutti. Diversi elicotteri esplodono in volo, con i soldati a bordo, mentre da quelli che restano in aria i soldati si gettano fuori dai portelloni.

Non tutti raggiungono il suolo, molti vengono colpiti in aria oppure vengono colpiti tra gli alberi dal nemico; ma la netta superiorità numerica fa subito la differenza. La resistenza indipendentista viene respinta dalla boscaglia verso il loro campo base, chiuso e cinto d'assedio, reso debole dall'effetto sorpresa e dall'aver mandato il grosso dell'artiglieria lungo le linee.
Dove cazzo è il Maggiore?
Abbattuto, Russell. La Compagnia Delta ci riferisce che la Fox e la Eagle sono al metà del loro effettivo. Mentre la squadra Gamma sta cercando di respingere la carica di un'unità nemica, da Sud.
Quella puttana ladra di Boros. Sergente, riferisci ai comandanti delle altre compagnie che il piano è variato. Fox ed Eagle di supporto alla Gamma e che respingano quegli spartani del cazzo. Beta di copertura con i mini-gun e con i l'artiglieria. Alfa di sfondamento: siamo quelli con più uomini. Piazziamo le cariche, facciamo saltare il quartier generale e poi ripieghiamo. 
Si, Signore, riferisco alle compagnie.
Gli ordini vengono comunicati, l'operazione inizia appena viene lanciato il via libera. La Compagnia Alfa viene spiegata all'attacco, suddividendosi in quattro così da ridistribuirsi sui quattro lati del campo e convergere al centro. La seconda compagnia resta in strada, sparpagliandosi tra le case ed appostandosi in copertura per favorire l'avanzata dalla prima. Nonostante la neve, l'aria è calda, densa dei detriti delle esplosioni e del sangue che si sparge sulla neve, il sangue degli Indipendentisti che vengono stretti come in quella morsa. L'edificio centrale viene raggiungo celermente.
King, dove dobbiamo piazzarle queste stramaledette cariche?
Il pilone portante, Russell: troviamone uno, facciamolo saltare, e tutto l'edificio è compromesso.
Annuisce, gli copre le spalle. Lo segue per una manciata di metri, finchè non raggiungono il punto prescelto. Roy piazza la carica, Drake e gli altri uomini rispondo al fuoco per fornire copertura all'artificiere. Roy alle proprie spalle sembra sul punto di esultare entusiasta, se non fosse che una scarica di proiettili lo trancia di netto, da un'angolazione che avrebbe dovuto essere sicura. Drake, prima di guardare il suo compagno, segue la traiettoria che ha percorso quella sventagliata di colpi e si ferma con lo sguardo dove un gruppo di uomini sono così vicini da poterli vedere in faccia nitidamente nonostante la neve. Solleva il fucile ed apre il fuoco con rabbia, colpendone un paio mentre gli altri rientrano i copertura, sparendo dalla propria visuale. A quel punto scatta in avanti, lasciando la propria posizione per inseguire quegli uomini e riprenderli, ma reso poco lucido dalla rabbia; si scopre e si rende un bersaglio facile, costandogli due proiettili: il primo in testa ed il secondo alla spalla, crollando a terra esanime ed in una pozza di sangue.

Si sveglia dopo molte ore, su una branda medica insieme a molti altri soldati.
Ben tornato tra noi, Drake.
La faccia di Aaron è la prima che vede quando apre gli occhi, con un sorriso goliardico in faccia ed un sigaro in bocca.
What a fuck...
Il tono incerto, spaesato, come se si fosse perso qualcosa di importante tra due eventi che non riesce a ricollegare.
Abbiamo preso il forte, massacrato un bel pò di Giubbe Marroni, resistito fino all'arrivo della Quinta Flotta da est: la prima ad essersi aperta un varco fin qui oltre le linee nemiche. 
Abbiamo vinto?
Montreal non è ancora caduta. La guerra qui, non è finita.
King?
Aaron inspira una lunga boccata di fumo, alzandosi dalla seggiola e recuperando da un mobiletto vicino l'elmetto dell'amico.
Purtroppo lui non è stato fortunato quanto te.
E gli poggia l'elmetto sulle gambe. Il casco di metallo presenta due buchi, uno d'ingresso ed uno d'uscita. Drake si tocca la testa, ma è priva di bende. Al contrario della spalla destra.
La presa di Montreal te la dovremo raccontare noi, zuccherino.
Eppure a quell'uomo, ferito ma ancora vivo, vincere la guerra in quel momento sembra l'ultima delle sue reali preoccupazioni.

Roy Stephen King, 2510

sabato 13 settembre 2014

operation Zed

Cherlestone, Novembre 2506


Quarantotto ore di licenza, quelle standard dopo il massiccio attacco alle porte di Tombstone; un attacco che vide il dispiegamento di tutta la compagnia Alfa ed i suoi 200 uomini. Un massiccio attacco, considerando come la guerra su quel pianeta fosse ormai finita da tempo. Al termine della licenza, riposati e rifocillati, gli ufficiali della Compagnia vengono richiamati al quartier generale della Marina su Greenfield. Il Capitano Richard ha consegnato un fascicolo ad ognuno di loro, mentre di fronte alle loro facce una proiezione holografica segue il discorso della donna.

Prima di tutto, complimenti per il successo dell'operazione: non avete sottovalutato il nemico e le sue forze rimaste, avete agito in fretta e avete permesso che informazioni rilevanti andassero perse.
Avete sentito? La mamma è contenta dei suoi cuccioli.
Fai poco lo spiritoso, Russell.
Frank, alle sue spalle, gli rifila una pacca pesante dietro la nuca, trovando come risposta un'occhiataccia crucciata del londineer ma quella compiaciuta del Capitano.
Come stavo dicendo, abbiamo recuperato informazioni importanti che ho inviato immediatamente al Comando Centrale nelle scorse ore. Vi spiego.
Wendy comincia a scorrere sull'holoschermo, fermandosi sull'immagine di Osiride e di una sorta colonna.
Mia figlia - un sussurro veloce, che Drake allunga ai due compagni (Frank e Aaron) seduti lì vicino - sa disegnare meglio.
Nessuno di voi - continua intanto Wendy - probabilmente conoscerà Osiride e Zed, tantomeno gli Egizi: questi ultimi erano una delle civiltà più antiche mai esistite della Terra-che-Fu.
Capitano?
Cosa c'è, Russell. Non interrompermi ogni fottuta volta che hai una stronzata che ti passa per la testa.
Si lo so, Maestr...cioè, Capitano: è solo che pensavo che la civiltà più antica fosse quella delle prostitute.
E giù di lì, una seconda sventola di Frank dietro la testa di Drake. Drake borbotta, a mezza bocca, qualcosa di poco chiaro.
Grazie Tenente Barrow. Dicevo, senza prolungarmi troppo costandoci l'attenzione dei nostri ufficiali più...svegli e capaci. Zed è la rappresentazione della spina dorsale del dio Osiride, dell'oltretomba per questi Egizi. Un simbolo sacro, simbolo di stabilità, vita eterna, vittoria del bene sul male. Zed è il nome con cui un Indipendentista si fa identificare dai suoi uomini ed a questo punto, non credo a caso. Ora vi mostro.
E' chiaro un pò a tutti, come il Capitano sia a conoscenza di vecchie nozioni storiche delle quali solo pochissime persone al 'Verse riescono ad entrare in possesso. E' una grande stratega militare, dicono persino che abbia fatto parte - giovanissima - dell'Intelligence stesso, prima di essere ricollocata nelle Forze Speciali. Intanto la proiezione scorre, mostrando quelli che sembrano i progetti per dei...
Missili: facilmente confondibili con delle semplici torpedini. Questi progetti, vi risparmio di decifrarli, sono in grado di mettere fuori uso irrimediabilmente i sensori di navi spaziali, stazioni spaziali, basi militari. In sintesi: un'arma che non può finire nelle mani degli Indipendentisti. Fortunatamente siamo entrati in possesso dei progetti in tempo per il loro recupero, ma le testate non sono più qui, ma in viaggio per il Central.
Gli ufficiali in ascolto restano spiazzati da quell'ultima rivelazione. Si guardano tra loro, cercano nei rispettivi occhi qualcosa che possa rassicurarli o tranquillizzarli. Ma questa volta non parla nessuno, neanche Drake.
Le navi della Marina stanno muovendosi per intercettare il carico, non è nostro compito al momento. Il nostro obbiettivo attualmente è quello di trovare Zed e le cariche restanti, che - stando all'Intelligenze - sono state stoccate nel Dao. La Compagnia Alfa partirà per Deadwood, mentre le Compagnie Beta e Delta saranno dislocate su Heaven e Blackroak; mi coordinerò con i loro Capitani per stanare quel figlio di puttana prima che possa far partire nuovi convogli.
Nessuna domanda, nessuna battuta goliardica di alcun tipo. Il silenzio regna in quella stanza come dentro una cripta sotterranea,
Well. Ora andate a prepararvi, vi voglio pronti ed operativi agli Avenger tra un'ora.

venerdì 12 settembre 2014

a lot of rain

Accampamento militare Magnus, Aprile 2511

Il Capitano mi ha riferito che hai intenzione di ritrattare il mio rapporto, James.
Si Signore, il tuo rapporto non racconta la verità.
Le fasi finali del conflitto sono alle porte. A Serenity Valley sono schierate le ultime resistenze Indipendentiste e la Marina dell'Alleanza schiera le sue truppe. L'ultima resistenza: tenere a bada i ribelli fino all'arrivo dell'aviazione spaziale. Giorni, settimane, mesi; nessuno ha idea di quanto a lungo il nemico resisterà nè quanto tempo il Comando Centrale impiegherà a mandare il supporto.
E quale sarebbe la verità?
Che non sei un'assassino.
I due si fronteggiano ad un passo di distanza; lo sguardo fermo dell'ufficiale sbatte contro quello tremante, incerto, del soldato semplice fermo sull'attenti davanti alla sua branda di quella tenda vuota, dopo che il Tenente ha dato l'ordine di sgomberarla per dei minuti.
Quanti anni hai, Soldato Gerrard?
Venti a Maggio, Signore.
Hai una famiglia?
Nostro padre è caduto a Sturges. Nostra madre sono anni che non sta bene con la testa: a stento ci riconosce. E' ricoverata all'ospedale di Capital City.
Nostra?
Ho una sorella minore, Tenente.
E lei quanti anni ha? Cosa fa?
Sedici. A Labour Town non ci sono molte buone scuole e così abbiamo mandato anche lei a Capital City, per studiare.
Ci sono molte cose che il ragazzo omette in quel racconto, ma che si leggono sui suoi occhi tremanti, vaghi e colmi di un timore ben profondo. La paura di non tornare dalla guerra e di lasciare sua sorella senza nessun punto di riferimento soldo, la paura di non poter più badare alle onerose spese della vita scolastica lontano da casa, il timore di non poter garantire a sua madre le cure necessarie e la speranza che, un futuro, possa tornare ad essere la donna che aveva conosciuto prima della malattia. Lui tutte queste cose non le dice, cerca perfino di nasconderle mostrandosi forte e irrigidendo le spalle come se le volesse rendere più solide. L'uomo di fronte a quel ragazzo abbassa lo sguardo per una manciata di secondi, respirare a fondo ed incastrando nei polmoni il respiro più a lungo possibile. Poi solleva di nuovo la testa e le braccia, afferrando il colletto del soldato semplice ed attaccarlo con forza contro la parete alle sue spalle.
Ora tu farai quello che ti dico, Soldato Semplice Gerrard. Per prima cosa andrai dal Capitano Richard e ti farai firmare il permesso di congedo, poi andrai da tua madre con un mazzo di fiori e pregherai per lei, se credi in un qualche fottuto Dio. Infine ti trasferirai ad Horyzon e ti troverai un lavoro e con i soldi che guadagnerai, baderai alla tua famiglia. Il sussidio mensile del Governo, per la perdita di tuo padre, ti aiuterà a ricominciare.
Non voglio ritirarmi, Russell.
Le mani, aggrappate al colletto del ragazzo, fanno forza, sbattendogli le spalle alla parete con più forza.
E' esattamente quello che farai, invece. Sei troppo giovane per crepare in Guerra ed io troppo idiota se ti permetterò di uccidere un'altro dei miei uomini.
E' stato un incid..
Quello che è stato, non ti salverà dalla corte marziale, Soldato.
Ed è solo a quel punto che lascia la presa dal ragazzo e si allontana di un altro passo.
Pensa a tua sorella.
E tu, Signore?
Io ho le spalle forti. Quando ce le avrai anche tu, mi restituirai il favore.
Nessun saluto, se non un cenno semplice del capo. Da le spalle al ragazzo, avviandosi in direzione dell'uscita di quella tenda. Fuori sta piovendo, l'odore acre dello xentio che impesta l'aria è diventato un odore di fondo, al quale tutti si sono abituati. Guarda un paio di ragazzi, vicino a quella tenda. Rimpiazzi giovani, che hanno messo piede a Serenity Valley con un addestramento velocizzato e nessuna esperienza sul campo. Solo i più fortunati torneranno nelle loro case, dalle loro famiglie.
Crede che smetterà?
Uno di quei giovani soldati, azzarda una domanda, mentre indugia con un accendino scarico ed una sigaretta inumidita.
Cosa?
Di piovere, dico.
Non ne ho idea. Caso contrario, non dimenticarti dell'ombrello quando andrai lungo il fronte.
Il ragazzo ride, lentamente, facendo un cenno col gomito ad un altro ragazzo che gli sta accanto.
Simpatico, il Tenente - dice, con un'espressione sorniona e leggera di chi non ha condiviso le trincee delle campagne invernali.

 James Gerrard, 2511

mercoledì 10 settembre 2014

W for Wendy

Charleston, Luglio 2506


Lo spazioporto di Charleston, con tutti quelli della contea di Buffalo e delle contee di Greenfield, è stato riaperto al traffico navale dopo la resa del pianeta. I primi mesi del conflitto sono stati solo un freddo riscaldamento per la macchina bellica dell'Alleanza che adesso riorganizza le proprie truppe nel Dorado a partire dal pianeta verde. 

A 30 miglia ad Est di Charleston c'era l'enorme villa di un ricco proprietario terriero: una brava persona stando alle parole dei rancheri che lavoravano per lui; il problema fu che si schierò con i browncoat. Con il trattato di pace a quest'uomo gli venne confiscato ogni suo avere e così la sua villa venne riqualificata a quartier generale e sugli ettari dei campi che circondano la villa vennero allestite a campo di reclutamento ed addestramento di soldati, nonchè a spazioporto militare. 

Il sole cocente, estivo, del Dorado gli batte in testa facendo scendere sulla faccia grosse e copiose gocce di sudore. Non c'è un alito di vento quella mattina. Indosso con il completo mimetico estivo, con i gradi da Tenente appuntati sul braccio destro. Borsone ancora in spalla, sigaretta sintetica in bocca, mezza consumata. Osserva, in silenzio ed a qualche metro dalla pista sterrata circolare, le giovani reclute che percorrono di corsa il cerchio di terra.
Hai una sigaretta, Tenente?
La donna che gli si affianca, anche lei con la mimetica d'ordinanza estiva, non ha l'accento della stragrande maggioranza dei soldati che ci si aspetterebbe di trovare in un campo di Bluejacks: una parlata rapida, semplice, come quella degli autoctoni di Greenfield. Il londineer annuisce, sfila dalla giacca il pacchetto di Engine Light e l'allunga alla donna. Se la prende con calma, così che possa trovare i gradi di quella bionda: Capitano. Drake sorride.
Trovi qualcosa di divertente?
Divertente, si. - Con il capo le indica i gradi che lei ha appuntate. - Un cowboy, Capitano. Sei la prima, che vedo.
E sarà l'ultima che vedrai se mi chiami ancora una volta cowboy.
Lo fulmina con uno sguardo greve e di piombo. Il tempo che l'altro si togli l'espressione da idiota dalla faccia.
Cowgirl, al più. 
E poi strizza l'occhio, ridendo. Si accende la sigaretta, lasciando che l'uomo annaspi in qualunque considerazione gli frulli per la testa. E non parla, ridandole il fianco e riprendendo a guardare i ragazzi in allenamento. E' sempre lei che ricomincia a parlare.
Hai fatto un buon lavoro con quel pirata. Gulliver, dico bene?
Abbiamo fatto un buon lavoro, Capitano, si.
Non correggermi, Tenente: ho detto che hai fatto un buon lavoro. So quello che dico. Ho letto il resoconto del Comandante Baxter nei minimi dettagli. 
Drake a quel punto fa spallucce, senza nessuna voglia di ribattere.
Sei sempre così chiacchierone, tu?
Posso essere schietto, Capitano?
Ovviamente si.
Perchè cazzo stiamo parlando, mh?
Lei sorride, velocemente, prima di schiarirsi la voce e scuote il capo.
Probabilmente perchè dobbiamo ringraziare le Browncoats per non aver abbattuto l'Avenger che ti aveva a bordo, lungo la strada, ed averti permesso di essere qui; oppure perchè i nostri genitori hanno deciso di scopare in un preciso momento, invece che in quello dopo. Chi può dirlo, Tenente.
Mi prendi per il culo?
No, affatto. Ma mi piaci. Per questo ho appena deciso che firmerò il tuo congedo dalla Seconda Flotta ed il trasferimento nel Terzo distaccamento operativo delle Forze Speciali della Marina Alleata. Squadra Alfa, my dear: ai miei ordini diretti.
Lei sorride, lui sgrana velocemente gli occhi con espressione perplessa, colpito alle spalle da qualcosa che non si aspettava. E lei a quella faccia sorride ancora di più, vittoriosa.
Hai mezz'ora per farti assegnare una tenda e lasciare lì la tua roba; poi prenderai un fucile e l'equipaggiamento che ti farò trovare al quartier generale. Ti aspetterò all'uscita: siamo in ritardo per l'operazione.
Ma...
Ventinove minuti, Tenente Russell. Ti spiegherò per strada, e conoscerai i tuoi nuovi compagni.
Right.
Così va bene. Ed ora muovi il culo.
Willy Richard?
Wandy Richard, Russell. Ventisette...
Non ribatte ulteriormente: a gran passo si avvia in direzione della tenda di smistamento sul campo dei soldati. Ventisette minuti - quelli rimasti - durante i quali rimugina su quella Wendy Richard. Come abbia fatto a scambiare una firma, Willy con Wendy.

W. Richard & D. Russell, 2506

mercoledì 3 settembre 2014

back, black, death

Oak Town, Settembre 2516


Ha ancora in testa le immagini di qualche ora prima.
L'enorme rostro avvolto dal nero se lo vede davanti ogni volta che, allungato sulla branda della propria cabina nella Last Dance, chiude gli occhi. I motori sono stati spenti, la nave è ormeggiata al Black Oak in attesa che sorga il sole e che si abbia un riscontro preciso dei danni e dell'operatività. Nonostante le disposizioni di congedo, di riposo, a lui viene complesso; restare distesi gli rigira lo stomaco quasi di fosse ubriacato di orrore. Si siede sul bordo del letto e butta sulle mani la faccia madida di sudore.

La propria cabina è particolarmente spoglia. Nessun ornamento, nessun poster, nessuna fotografia a vista. Un tappeto per terra, poco dopo l'ingresso, sul quale sono gettati gli scarponi.
L'armadio riempito da qualche abito corer e dal completo da safari che puntualmente la sera viene lavato a mano e che nel giro di un paio d'ore è già asciutto, per merito del tessuto particolare di cui è interamente confezionato. Un'anta intera dell'armadio è completamente riempita da filtri, cartine, tabacco naturale da fumare. Al di sopra del comodino c'è il cinturone e di conseguenza le armi: il coltello, l'inseparabile revolver che - sopravvissuta alla Grande Guerra - l'accompagna sempre da anni.

All'interno del primo, ed unico, cassetto nasconde - si fa per dire - un piccolo quadernino.
Grande quanto un pugno, racchiude appunti, scarabocchi, annotazioni giornaliere (perlopiù nomi e frequenze cortex). Lo spagina velocemente, probabilmente per annotare ciò che quella notte ha visto: affinchè non se lo dimentichi, per quanto possa sembrare difficile. E mentre spagina, dal quadernino scivola fuori una vecchissima foto: un uomo, una donna, una bambina; tutti e tre in abiti eleganti. La bimba dai capelli rossi avrà forse due o tre anni, e se ne sta sulle spalle dell'uomo alto e con indosso l'alta uniforme della Marina Alleata; con un braccio regge la schiena della creaturina di fianco, con l'altro cinge i fianchi della donna al suo fianco, che ricambia quell'abbraccio. Sorridono tutti, in particolare la bimbetta che pigia forte - stropicciandolo - sul berretto del padre. Quando gira la fotografia, sul retro una scritta a penna recita:
Vinci e torna a casa. Io e mamma ti aspettiamo.
Drake resta a guardare a lungo quella foto e senza accorgersene un paio di gocce cadono su di essa. Tira sù il capo, tira sù col naso e si asciuga gli occhi. Rimette a posto la fotografia tra le pagine dell'agendina e quasi involontariamente sente il metallo freddo con cui sono state fuse le sue vecchie piastrine militari. Se le rigira tra le dita tre o quattro secondi, finchè non decide di indossarle di nuovo. Si alza dalla branda per recuperare gli abiti e gli scarponi, per poi dirigersi fuori dalla firefly. Il cavallo l'aspetta fuori.

lunedì 18 agosto 2014

one.seven

Capital City, Agosto 2516


Sei un credente praticante, oppure occasionale?
Nessuno dei due, Mister.
E allora che ci fai qui?

Non risponde a quella domanda, limitandosi a ispirare una nuova boccata di fumo, lunga e pesante.
Spesso la ricorrenza scala di qualche giorno, quando non è a Capital City. Ma non quel mese. E' il 17 agosto, un anno e sette mesi precisi. Un bastoncino d'incenso lasciato ai piedi di Zojoten, uno dei quattro re celesti. 

Ogni anno accendo un bastoncino ai piedi dei Quattro, in particolare del protettore del sud.
Inutili superstizioni, Frank.
Perchè non ti sei mai seduto ai piedi della sua imponente statua, sotto l'ombra della sua spada. Zojoten insegna la moderazione, l'autodisciplina e dà speranza e gioia a chi la chiede lui.
Ciò non cambia che quando gli indipendentisti ti rispediranno a casa, avvolto con la bandiera unionista, avrai solo perso tempo ad accendere inutili lumini.
Il tuo cinismo prima o poi ti ucciderà, amico mio.

Un anno e sette mesi dopo, per abitudine, per debito, per ricordo, non è Barrow ad accendere un bastoncino ai piedi dei Quattro.

sabato 12 luglio 2014

big beggar

Il mezzo alla piazza di Carpathia Square il monumento troneggia regale ed austero: la riconosce nonostante la fitta nebbia che riempie l'aria; riconosce la pavimentazione così come la fila di colonne che gli sfilano di fianco. Eppure il passo è pesante, come gli scarponi grigio chiaro affondassero dentro a due palmi di neve.
Tenente, il Comandante Hudson ha chiesto di lei.
Si volta per guardare Aaron di fianco a sè, equipaggiato di una mimetica bianca e grigia imbottita e di tessuto termico adatto per temperature di gran lunga più rigide di quelle di Horyzon. Improvvisamente si accorge che anche lui ha in mano uno dei vecchi fucili della fanteria ed a sua volta indossa quelle mimetiche leggere, coperte unicamente dalla giacca antiproiettile e l'elmetto protettivo con lo stemma dei Gray Berets. Anche lo scenario cambia: la pavimentazione è terra coperta da neve e giaccio, le colonne sono palizzate rigide di pietra ed il monumento al centro della piazza non è altro che un enorme totem raffigurante Odino. Si trova nella piazza di Flame, circondato da soldati, uomini dalle folte barbe e donne che imbracciano rudimentali asce e coltelli da caccia. Non sono circondati dalla nebbia, ma da una lenta bufera di neve.
Tenente Russell, speravo fosse ancora qui.
Perchè mi ha chiamato, Comandante? Abbiamo già perso abbastanza tempo in questo villaggio.
Ho bisogno di lei e della sua squadra di supporto: diffido che questi barbari depongano le armi senza combattere.
Drake scuote il capo, storcendo la bocca raggrinzita dal freddo.
Non credo proprio, Comandante.
Sa cosa significa questo, Tenente? - Xavier Hudson picchietta sui propri gradi - Che sono il suo superiore e perciò lei ed i suoi uomini farete quello che io vi dirò.
Sa cosa significa questo, Comandante? - Drake Russell in pronta risposta batte il pugno sul proprio caschetto, grigio e non blu. - Che sono direttamente subordinato al Capitano Richard ed i miei ordini sono di recuperare Johnson e trarlo in salvo prima che i saint gli taglino la testa. E vuole sapere com'è che recupererò Johnson? Prenderò venti dei suoi uomini e li porterò con me; poi una volta recuperato il soggetto di massima priorità lo scorterò con una delle sue navi fino al punto che mi è stato indicato per l'estrazione. 
Solleva la mano destra fino al viso di Xavier e con il palmo gli rifila due buffetti bonari sulla guancia.
Sono certo che ve la caverete anche senza di noi.
Hudson borbotta qualcosa di poco comprensibile, una qualche imprecazione stretta nell'accento di Corona dal quale proviene. Poi si sposta al centro della piazza e sollevando le braccia per attirare l'attenzione su di sè.
Uomini e donne, vecchi e bambini: la civiltà è giunta a voi per salvarvi da voi stessi. Consegnate le armi, questa città ed il pianeta ed in meno di ventiquattr'ore lasceremo le vostre strade.
Per molti secondi cala in silenzio nel centro di Flame, i saint si guardano tra loro perplessi e costernati; un silenzio che viene spezzato dal sibilo di un'ascia che vola fino a conficcarsi in mezzo agli occhi di uno dei Marines. 
A morte gli Invasori! A morte gli Invasori!
Il roboante eco di voci dure e taglienti riempie le strade. E' il caos: Hudson da l'ordine e le bluejacks aprono il fuoco sulla folla, avanzando rabbiosi per diversi metri finchè la folla non viene dispersa. Drake ha impedito ai propri uomini di aprire il fuoco sulla folla, tenendosi in disparte; no, lui ed i suoi uomini non la fanno così la guerra. Ma quando la folla si disperde tra il mucchio di cadaveri autoctoni a terra ci sono anche dei bambini.
Sei un pezzente, Xavier!
Ti sbagli, Drake: sono un vincente.
Si avvicina ad uno dei corpicini riversi a terra, nella neve calda e rossa: un proiettile l'ha preso di striscio tranciandogli la gola, il sangue in parte zampilla per aria ed in parte gli riempie i polmoni; ci metterà un'eternità a morire. Lo ruota sulla schiena, cerca di fargli pressione sul collo per cercare di tamponare come può; gli libera la bocca dalla stoffa calda. Ha i capelli castani, gli occhi marroni: piange e boccheggia in modo convulso. Ha il suo stesso viso.
Daniel, avanti, non mollare.
lentamente l'aria diventa più calda, la neve sparisce così come i soldati in mimetica. Intorno ritorna il sole, la pavimentazione cittadina di Capital City e le colonne dei portici. Il bambino di undici anni ai propri piedi è completamente nero, livido. Muove le labbra, parla.
Hai visto, Drake? Non hai corso abbastanza velocemente. Ed ora sono morto.
Il suono stridente dei pneumatici sull'asfalto seguito da un forte dolore alla testa.


~


Capital City, Luglio 2516

Si sveglia di soprassalto, sudato fradicio e pallido in viso. Il cuore gli batte nel petto a gran velocità. Si guarda intorno: la stanza asettica dell'ospedale il sole delle quattordici entra dalla finestra e gli sbatte sul viso. I palloncini di Elian fluttuano attorno al letto, il mazzo di fiori di fianco al letto è stato sostituito da uno nuovo. Anche i due piccoli origami a forma di cigno e di orso lasciati da Vanilla sono al loro posto, sul mobiletto, di fianco alle caramelle di Virginie ed al cibo nel sacchetto portato da Sebastian. Eppure sul viso del neolondinese c'è un'aria spaesata.
Parlavi nel sonno, ragazzo.
Il vecchio Gerry è a fianco alla finestra, abbassando le tapparelle per eliminare i raggi fastidiosi del sole.
Conoscevi il Comandante Hudson eh?
Purtroppo.
Per certi versi, dovremmo essere grati alla Guerra per aver dato una sgrossata alla feccia del 'Verse.
Drake continua a guardare Gerry con insolita insistenza. Ma quest'ultimo dopo aver abbassato le tapparelle torna sul proprio letto di fronte a quello di Drake.




Gerry Knox, 2516